Libri di Caruso
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Sulle rovine di Cartagine. Poesie resistenti Caruso Giacomo - Progetto Cultura, 2018
Giacomo Caruso in questo suo libro va confermando ed evolvendo le caratteristiche delle sue precedenti sillogi. Una poesia a vocazione civile alimentata da spinte emotive ed etiche, una testimonianza del disagio sociale divenuto intollerabile dove le apparenze non riescono più a nascondere la distruzione in atto, così come abbiamo appurato in "Apparenze". E se si tratta di grattare via la patina, lo «smalto sul nulla» di benniana memoria che offusca lo stato reale delle cose, la concretezza del verso di Caruso è evidente fin dall'incipit del libro: Salviamoci. (Dalla prefazione di Letizia Leone)
Apparenze Caruso Giacomo - Progetto Cultura, 2015 - Le Gemme
"La scrittura poetica di Giacomo Caruso risponde in pieno ad una vocazione civile, a quella spinta della poesia a farsi viaggio dentro l'anima del proprio tempo, oltre che del proprio io. Il suo canto inizia in medias res, ci catapulta subito nel bel mezzo del regno delle Apparenze (la società liquida e materialistica con i suoi miti, feticci, simulacri...), dove un nuovo medioevo mediatico e tecnologico pare aver sostituito l'interiorità con l'esteriorità. Già ad una prima lettura di questi testi, vere e proprie partiture verbali dalle ampie volute ritmiche e melodiche, si intuisce come l'autore goda il privilegio di una doppia ispirazione, quella del poeta e del musicista. La sua poesia, nell'impianto dei versi molto ritmati, condensati in lunghe lasse strofiche, rivela la struttura di un rapping di altissima qualità poietica dove la parola tende a teatralizzarsi, esige la messa in scena vocale, necessita del canto o per meglio dire di una scansione ritmico-sonora martellante ed energica." (dall'introduzione di Letizia Leone)
Trasluce Caruso Giacomo - Progetto Cultura, 2014 - In Bilico Sui Versi
"Traslucere significa trasparire, apparire da dietro qualcos'altro, e già nella scelta di questo titolo possiamo trovare il valore delle scelte poetiche di Giacomo Caruso. Ciò che differenzia un Poeta è proprio la scelta del lessico, il desiderio di usare quella parola invece che un'altra, la spinta ossessiva di trovare un ritmo proprio. La sua Poesia non è definita, chiara, i colori delle sue parole non hanno confini netti, ma tendono sempre a mescolarsi; trasluce, non illumina, suggerisce, non manifesta. La quasi totalità di queste poesie sono state scritte come "compiti" di un laboratorio, scritte quindi su richiesta, quasi d'occasione. Ci credereste? Mi sorprende la qualità alta di tutte le composizioni, non si nota nessuna venatura didascalica né tantomeno un senso di obbligatorietà, di forzatura. Persino nei sonetti o negli endecasillabi: le parole scorrono rapide una dopo l'altra in una sequenza perfetta. Se dovessi sintetizzare in un motto lo stile di Giacomo scriverei: 'la poesia che si diverte'."(Marco Limiti)