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Gli imprendibili. Storia della colonna simbolo delle Brigate Rosse. Nuova ediz. libro
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LIBRO   9788865485682

Gli imprendibili. Storia della colonna simbolo delle Brigate Rosse. Nuova ediz. Casazza Andrea   -  Deriveapprodi, 2025  -  I Libri Di Derive Approdi

Genova è la città in cui, all'inizio degli anni Settanta, con la formazione della «banda XXII Ottobre», nata in collegamento con i Gap dell'editore Giangiacomo Feltrinelli, ha avuto inizio la storia della lotta armata in Italia. Un primato ribadito, nel '74, con il clamoroso sequestro a opera delle Br di Mario Sossi e, nel '75, con l'omicidio del giudice Francesco Coco e dei due uomini della scorta. Da quel momento e fino al 28 marzo '80, data dell'uccisione da parte dei carabinieri di quattro brigatisti sorpresi nel sonno nella base di via Fracchia, la colonna genovese delle Br visse il mito dell'imprendibilità. Sei anni di fuoco in cui la formazione brigatista partecipò a rapimenti, gambizzazioni e omicidi. A questa storia se ne intreccia un'altra: la montatura giudiziaria di alcuni collaboratori del generale dei carabinieri Dalla Chiesa che, nel '79, portò in carcere una quindicina di militanti dell'estrema sinistra genovese accusati di appartenere alle Br. In questo volume, unico dal punto di vista storiografico, è dettagliatamente raccontata la lunga e complessa storia della colonna genovese delle Brigate rosse; la nuova edizione è completata da un'utile cronologia degli eventi narrati.

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LIBRO   9788865480830

Gli imprendibili. Storia della colonna simbolo delle Brigate Rosse Casazza Andrea   -  Deriveapprodi, 2013

La lunga e complessa storia della colonna genovese delle Brigate rosse. Genova è la città in cui, all'inizio degli anni Settanta, con la formazione della "banda XXII Ottobre" ha avuto inizio la storia della lotta armata in Italia. Un primato ribadito, nel '74, con il sequestro a opera delle Br di Mario Sossi, e, nel '75, con l'omicidio del giudice Francesco Coco e dei due uomini della sua scorta: il primo aveva recitato il ruolo di pubblico ministero nel processo alla XXII Ottobre, il secondo si era opposto alla scarcerazione dei militanti della "banda" richiesta dalle Br in cambio della liberazione del magistrato sequestrato. Da quel momento e fino al 28 marzo '80, data dell'eccidio per mano dei carabinieri di quattro brigatisti sorpresi nel sonno nella base di via Fracchia grazie alle rivelazioni del "pentito" Patrizio Peci, la colonna visse il mito dell'imprendibilità. Sei anni di fuoco in cui la formazione brigatista partecipò al rapimento dell'armatore Pietro Costa, attuò quindici "gambizzazioni" di personalità politiche democristiane, di dirigenti industriali e del vicedirettore del quotidiano "Il Secolo XIX" e mise a segno gli omicidi di quattro carabinieri e di un commissario di polizia. Ma ciò che destò più sgomento fu l'uccisione di Guido Rossa, operaio e militante del Partito comunista, punito per aver contribuito all'arresto di Francesco Berardi, sorpreso mentre distribuiva materiale propagandistico brigatista all'interno della fabbrica nella quale entrambi lavoravano

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