Libri di Cast
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La saga di Latimore Casten E. G. - Italic, 2020 - Senza Collana
1935. È già inverno a Colorado Springs. Le locandine dei giornali riportano il titolo della notizia del delitto della povera Lulù, avvenuto la notte precedente. Il capitano Freeman si occupa delle indagini. Latimore, sempre in compagnia del suo fedele Zanny, un piccolo coyote che aveva salvato da un branco di lupi sulle Rocky Mountains, si comporta come se niente fosse, come se si fosse scordato di essere stato lui a compiere l'omicidio. E non solo quello. Ma per quale motivo? Nel corso della storia rivive numerosi ricordi dei traumi della sua vita passata, spesso legati a donne per lui importanti: l'inclinazione violenta di suo padre, l'infedeltà di sua madre, i compromessi ai quali è dovuto scendere con certi compagni del college di Cheyenne, gli "insegnamenti" della professoressa Ruth, la fame insaziabile della sorvegliante Silvia e così via. Tutto questo ha contribuito a rendere Latimore quello che è oggi: una persona incapace di amare, un sadico killer tormentato dal suo passato. Tuttavia, l'incontro con la sua amica d'infanzia Milly sembra aprire un varco di luce nella sua anima ombrosa, ma non è che una parentesi, che si concluderà con un tragico epilogo. Il protagonista ripiomba così in un abisso di odio, in cui il suo nemico assume le sembianze femminili, e va quindi eliminato. Un assassino inseguito dai suoi fantasmi, uno sceriffo sulle sue tracce, vittime innocenti e, sullo sfondo, un paese di provincia dell'America degli anni Trenta: la ricetta perfetta per un romanzo noir in piena regola. Dietro lo pseudonimo di E. G. Casten si nasconde uno scrittore italiano alla sua prima prova narrativa.
Non di fortuna Castiglione Davide - Italic, 2017 - Rive
Raccolta di poesie.
L'alfabeto della crisi Castelli Cornacchia Raffaele - Italic, 2013 - Rive
"Sono nato in agosto, Leone, amo il mare e mi è sempre piaciuta l'espressione anni ruggenti. In quel tempo, gli Anni Venti del secolo scorso, se ne andava prematuramente gente famosa come Lenin e Rodolfo Valentino lasciando il posto, accompagnati dalla musica jazz e dal cinema sonoro, a Mao, Hitler, Benito e Topolino ma, soprattutto, iniziavano una profonda crisi mondiale e il campionato di calcio di serie A. Allora, molte delle ventuno parole che compongono questo 'Alfabeto della crisi', c'erano già. Poi, nel 2008, assieme allo scoppio della crisi come oggi tutti la conosciamo, e all'affermarsi di nuove parole, usciva il mio primo libro di poesia. Sono passati cinque anni da quell'estate, e la parola crisi, ancora ci martella il cervello e le prospettive per il futuro. Come una malattia che potrebbe guarirti, ma anche farti morire. Così, l'idea che sta dietro questa mia ultima pubblicazione, è che le parole sono come la sabbia del mare, si fanno fango, s'induriscono formando dei mattoni con i quali si costruiscono muri e case. La poesia, allora, sgretola quei mattoni, rende scorrevole il discorso, e riporta la sabbia al suo mare."