Libri di Giuseppe Castrillo
Bibliografia di Giuseppe Castrillo: tutti i libri in vendita online editi da Abe
Enrico Caruso da Napoli a New York. Figlio di operai del cotone emigrati da Piedimonte d'Alife, Anna Baldini e Marcellino Caruso con atti inediti sui familiari Castrillo Giuseppe - Abe, 2024 - Almanacco Della Canzone Napoletana
Questo libro è nato dalla collaborazione di due studiosi: Enzo Altieri e Giuseppe Castrillo. Il primo ha rivisto e rimaneggiato la sua tesi di laurea in "Canto" Canzone Classica Napoletana e ha voluto riproporla in un volumetto di agile lettura, che avvicinasse il grande tenore Enrico Caruso ad un pubblico più vasto. Il secondo riprende due racconti "fantasiosi" che rinnovano il mito del "re del canto lirico". In realtà le due parti del libro sono contigue. Si passa dalla vicenda storica di Caruso, alla ricostruzione del rapporto affettivo tra il tenore e la sua terra d'origine. I fatti narrati nei racconti sono di pura invenzione. L'autore ha semplicemente voluto riproporre un ambiente culturale, la dimensione di un paese nel passaggio tra Ottocento e Novecento, e ha cercato di immaginarsi la nostalgia del tenore per la terra d'origine dei genitori. Si diceva "parti contigue", e giustamente perché anche la ricostruzione storica, curata da Enzo Altieri, non si chiude senza lanciare uno sguardo sui racconti popolari che provvidero ad arricchire il mito di un tenore che Piedimonte ha sentito sempre come un suo figlio.
Enrico Caruso da Napoli a New York. Figlio di operai del cotone emigrati da Piedimonte d'Alife Castrillo Giuseppe - Abe, 2024 - Almanacco Della Canzone Napoletana
"Il legame tra Caruso e la canzone napoletana è una componente essenziale della cultura di Napoli da più di un secolo, tanto è vero che il tenore continua ad essere ascoltato e celebrato ancora, specie quando la sua voce si lega alle canzoni in lingua napoletana. Preferisco parlare, come ormai fanno tutti gli studiosi seri, del "napoletano" come di una lingua, non solo perché è stata parlata ed è ancora parlata da un intero popolo, quello che molti storici fino all'Unità d'Italia indicavano con le parole «nazione napolitana», non solo perché è stata lingua di una corte e di un regno, perché fu adoperata da scrittori, ma perché essa ha i connotati di una vera lingua, con una sua grammatica ed una sua sintassi, con una varietà lessicale sterminata; e, infine, perché è capace di assimilare e riproporre termini di ogni settore del sapere. Scrivere di questo legame, significa approfondire il profilo umano e professionale del grande tenore e cogliere, nel suo canto e nella sua ispirazione, visto che fu anche compositore nella lingua napoletana, la presenza dell'essenza, dell'anima e della vita napoletana. Ma significa anche cercare di scoprire le interconnessioni segrete tra l'artista e il mondo in cui è nato e si è formato, fare il bilancio di quei lasciti che, a volte, non si possono documentare ma che fanno parte del patrimonio spirituale e culturale di ciascuna persona. Vi è anche una curiosità affettiva in questa scelta. Mia madre è una lontana parente del maestro, di cui porta il cognome. Di Caruso si è sempre parlato nella mia famiglia e se ne parla in tutta la città di Piedimonte."