Libri di Adriana Cavarero
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Nonostante Platone. Figure femminili nella filosofia antica Cavarero Adriana - Editori Riuniti, 1999 - Filosofia. Opere Varie
Nonostante Platone. Figure femminili nella filosofia antica - Editori Riuniti
Nonostante Platone. Figure femminili nella filosofia antica Cavarero Adriana - Editori Riuniti, 1994 - I Testi
Questo libro è un piccolo crimine. Si tratta solo di furto, operazione non cruenta. L'omicidio non c'è, tranquillizzatevi. L'uomo, inteso come sesso maschile, subisce soltanto l'attentato dell'irrisione garbata, quasi un'eco settecentesca. Ciò che si fura a un contesto autorevole è píú che leggittimo, nientemeno Platone, sono figure di donne, diversissime tra loro: Penelope, Denietra, Diotima, una servetta tracia. Naturalmente, il furto ha la pretesa della riappropiazione. Ma non c'è legge che maschile. E la legge della scienza è forse la piú maschile delle leggi, quella dove parzialità e faziosità sono i peggiori delitti. Non è chiaro perché esista un filone scientifico femminile in cui la ricerca si apparenta al crimine e alla ricerca del crimine. Ma è certo che a molti quest'opera ricorderà per molti versi quella gran, e e venerata di Frances Yates, l'indimenticabile giallista della ricerca di storia delle idee. La Yates ricercava i lati oscuri del pensiero della luce e dell'incivilimento, simpatizzando scandalosamente per il suo lavoro criminoso e per noi imbarazzante. Adriana Cavarero ha un'altra tecnica e un'altra finalità. Se la Yates poteva ricordare Agatha Christie, per Finfinita e proliferante curiosità dei dettagli piú empirici, la sua più giovane emula si arenta di piú al filone intellettualistico e Muttivo della letteratura gialla: Scherlock Holmes e Philo Vance. Del resto il filo del libro è tutto nel continuo rinvio tra la concretezza vivente delle figure strappate al contesto e la fermezza con cui, fuori e contro il contesto, si tien fermo quell'inipianto teorico che già si chiama pensiero della differenza. Il fine è dichiarato, un bisogno di figure che neghino nella loro evidenza il preteso universalismo maschile: « già la Ferteratura di mano femminile... è in grado di offrire un significativo pantheon di eroine. Purtroppo però io di letteratura poco ne so, e ancor meno so inventare figure. Cosí le ho rubate».