Libri di Cederna
Bibliografia di Cederna: tutti i libri in vendita online editi da Treccani
Atlante dell'infanzia a rischio 2017. Lettera alla scuola Cederna G. (Cur.) - Treccani, 2017 - Annuari
Quest'anno l'Atlante dell'infanzia è dedicato alla scuola. Entra sul tema da un punto di vista preciso: quello dei bambini e degli adolescenti che sono nelle condizioni di maggior rischio e per i quali la scuola rappresenta, da sempre e in tutto il mondo, una delle poche ancore di salvezza. Vi sono scuole che hanno svolto e svolgono un ruolo anticipatore, di avamposto, con un artigianato intelligente, un pensiero pratico. Accanto a tante eccellenze, nelle scuole italiane si incontrano tuttavia situazioni inaccettabili, di analfabetismo didattico, precarietà organizzativa, carenze strutturali, deserti relazionali, vere e proprie discriminazioni e ingiustizie che fanno pagare un prezzo enorme proprio ai bambini più svantaggiati, così come testimoniano i dati su quella grave emergenza che Save the Children ha definito povertà educativa. Com'è possibile che il meglio e il peggio coesistano nella più grande infrastruttura educativa del Paese? Come agire sulle cause delle diseguaglianze educative che segnano intere generazioni? Come rileggere, a partire da queste contraddizioni, l'autonomia scolastica, la distribuzione delle risorse, la formazione e lo statuto professionale degli insegnanti, e un tema spinoso come quello della valutazione? Per riformare davvero la scuola si potrebbe cominciare investendo nella trasformazione delle zone più a rischio in comunità educanti, che nel concreto significa non lasciare da sola la scuola a combattere la povertà educativa. Con la costruzione di comunità educanti dove oggi regnano il degrado urbano e la criminalità si va a lavorare in frontiera: quella che segna l'orizzonte del nostro Paese e della nostra democrazia.
Atlante dell'infanzia a rischio 2016 Cederna G. (Cur.) - Treccani, 2016 - Annuari
Batman, Spiderman, Jeeg Robot, una fitta schiera di umani e umanoidi multiaccessoriati fuoriesce a ciclo continuo dalle sale cinematografiche, dalla televisione e dal mondo del fumetto, per accompagnarci e infonderci sicurezza nella vita di tutti i giorni. E accaduto storicamente nei momenti difficili, dalla Grande depressione alla Guerra fredda, e si ripete puntualmente oggi, negli anni della crisi globale. A volte prendono le fattezze dei giovani orfani di futuro di cui ci parlano le statistiche, come in Lo chiamavano Jeeg Robot. Le loro prodezze ci ricordano da vicino quelle dei bambini più disagiati che, per poter farcela nella vita, devono imparare a superare ostacoli fin da piccoli: barriere economiche, abitative, di salute, educative. Gli esponenti di quell'infanzia 'a rischio' protagonista dell'Atlante, nati e cresciuti in una situazione di privazione e di separazione forzata dalle consuete opportunità formative. Bambini e ragazzi a rischio sotto molteplici dimensioni, per i quali i principi della Convenzione dell'ONU per i diritti dell'infanzia rischiano di restare soltanto un miraggio. Un viaggio ad altezza di bambino nel mondo delle diseguaglianze e di quei superpoteri che potranno guidarli a ritrovare un futuro: la resilienza, la motivazione, l'ascolto, la collaborazione, il gioco.
Atlante dell'infanzia a rischio 2018. Le periferie dei bambini Cederna G. (Cur.) - Treccani, 2018 - Annuari
Uno dei problemi dei bambini e dei ragazzi delle periferie italiane è rappresentato dalla pigrizia mentale con cui da decenni continuiamo a rappresentare i contesti in cui sono nati e cresciuti. Titolo dopo titolo, immagine dopo immagine, a lungo andare abbiamo contribuito a creare delle etichette indelebili che alimentano rabbia e frustrazione. Se la nomea di alcuni quartieri rischia di marchiare a fuoco le aspirazioni e i sogni di tanti giovani, il termine periferia ricorre in maniera così ossessiva da aver perso quasi ogni significato. La nona edizione dell'Atlante dell'infanzia a rischio cerca di comprendere che cosa si nasconde dietro questa parola sfuggente e cosa rappresenta oggi per tanti bambini e ragazzi che la vivono sulla loro pelle, con l'aiuto di una stratificazione di fonti (statistiche, geografiche, urbanistiche, sociologiche, antropologiche, economiche ecc.) e attraverso l'esperienza diretta di quanti nelle periferie ci vivono e ci lavorano da anni. Ma l'Atlante delle periferie non è un esercizio di fenomenologia fine a se stesso. Utilizza questo concetto labile e sfuggente come categoria operativa per scandagliare, in maniera più approfondita, in una prospettiva pragmatica e operativa, alcuni contesti e meccanismi dell'infanzia a rischio per contribuire a ridefinire le priorità delle politiche nella direzione di un'auspicata opera di rigenerazione, anche generazionale, dei nostri territori e delle nostre città.