Libri di Baiardi Cerboni

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Sul filo di Raffaello. Impresa e fortuna nell'arte dell'arazzo. Ediz. a colori libro
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LIBRO   9788836647057

Sul filo di Raffaello. Impresa e fortuna nell'arte dell'arazzo. Ediz. a colori Cerboni Baiardi A. (Cur.)  Forti Grazzini N. (Cur.)   -  Silvana, 2021  -  Arte

Giorgio Vasari, nel dare alle stampe le sue Vite degli artisti, consegnò ai posteri un ritratto esemplare di Raffaello, contribuendo ad alimentare la fama del pittore che, affermatasi fin da subito, crebbe nelle epoche successive. Il mito di Raffaello e della perfezione della sua arte, frutto del successo immediato delle sue opere, si consolidò anche in virtù della loro diffusione: le sue creazioni infatti raggiunsero i contesti più disparati - in Italia e in Europa - grazie soprattutto all'opera degli incisori che con le loro stampe ne consentirono una rapida circolazione, rendendole modelli inesauribili di forme e invenzioni. Lo studio accolto in queste pagine si colloca nel solco delle ricerche riguardanti l'irradiamento dell'opera di Raffaello, e ne verifica per la prima volta la fortuna nello specifico campo dell'arazzeria. Un'indagine approfondita, che parte dalla serie di arazzi più nota - derivata dai cartoni raffaelleschi e da quelli realizzati per la "Scola Nuova" dai suoi collaboratori - per contemplare tutta una serie di manufatti derivata dalle opere pittoriche, con una particolare attenzione agli affreschi realizzati a Roma nelle Stanze Vaticane. Tessuti nelle più grandi manifatture europee, questi prodotti permisero la diffusione dell'opera di Raffaello contribuendo, al pari della più nota pratica incisoria, al consolidamento e all'arricchimento della fortuna del grande artista rinascimentale.

€ 34.00 € 32.30
LIBRO   9788836639564

I giardini del duca. Luoghi di delizia dai Montefeltro ai Della Rovere. Catalogo della mostra (Urbino, 28 marzo-10 giugno 2018). Ediz. a colori Cerboni Baiardi A. (Cur.)   -  Silvana, 2018  -  Arte

I duchi di Urbino hanno dimostrato un particolare interesse nei confronti del giardino, luogo fondamentale della vita e dell'estetica della corte, progettando in ogni loro residenza urbana e suburbana splendidi e differenti spazi all'aperto. Questo contributo consentirà di meglio comprendere lo sviluppo di un aspetto culturale che ha posto il ducato urbinate anche in questo campo all'altezza del confronto con le altre corti italiane del Rinascimento. Ci si renderà conto che lo sviluppo dell'idea di giardino è strettamente legata alle diverse personalità dei duchi ma anche delle duchesse che, come nel caso di Leonora Gonzaga o Lucrezia d'Este, hanno portato in questi luoghi l'esperienza di altri centri. II volume intende accompagnare il lettore nella scoperta dei giardini ducali che non esistono più, come quelli di alcune perdute ville pesaresi o l'urbinate giardino di Santa Lucia, ma anche di rilanciare l'attenzione su realtà ancora fruibili come il giardino pensile del palazzo ducale di Urbino o i giardini dell'Imperiale e di villa Miralfiore a Pesaro. Per la prima volta vengono posti a confronto su questo tema alcuni tra i principali centri del ducato, dando vita a un percorso che prende avvio con i giardini di Urbino e di Gubbio, da dove tutto è cominciato, e prosegue con Pesaro, Fossombrone e Urbania; iniziando con Federico da Montefeltro (1422-1482) e concludendosi con l'ultimo duca, Francesco Maria II Della Rovere (1549-1631). Tutti i luoghi considerati hanno offerto il loro contributo alla storia del giardino formale all'italiana, dove la natura, organizzata secondo precisi schemi, restituisce il gusto delle diverse epoche.

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