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La frontiera interna. Il problema dell'altro dal fascismo alle migrazioni internazionali Cervelli Pierluigi - Esculapio, 2020 - Teoria Della Cultura
Nata dallo studio del linguaggio, dei processi segnici e dei sistemi di relazioni, la semiotica ha immediatamente mostrato, e nel tempo consolidato, la sua vocazione intrinseca di metodologia per lo studio della cultura. "La frontiera interna" indaga il modo in cui si costituisce il confine di una cultura ed in cui si strutturano i meccanismi semiotici attraverso cui essa definisce le proprie forme di alterità. Dopo una riflessione iniziale sull'organizzazione semiotica della Roma dei Papi, la riflessione si sviluppa come una comparazione diacronica fra due sistemi semiotici di definizione e interazione con l'alterità: quello in vigore durante il regime fascista e quello che progressivamente si delinea nel recente periodo delle migrazioni internazionali, letto dal punto di vista particolare della relazione con le collettività Rom e Sinti. In questo modo, le strategie discorsive, le procedure di osservazione del corpo e le retoriche dello spazio che definiscono, sin dai primi anni del regime fascista, un nuovo modello di identità culturale e contemporaneamente un "sistema dei reietti" adeguato alla nuova immagine della società che si sta affermando, sono messe a confronto con le modalità semiotiche di definizione dell'alterità contemporanea. Questo permette, attraverso l'analisi delle discontinuità significative fra passato e presente, di considerare come operi e attraverso quali linguaggi si articoli, in modo inedito, il confine semiotico contemporaneo ma anche quali siano le tattiche semiotiche che tentano di incrinarne i meccanismi discorsivi e disorientarne i dispositivi di osservazione.
Fra parola e azione. Pensare una semiotica della cultura ordinaria con Michel de Certeau Cervelli Pierluigi - Esculapio, 2025
Il pensiero di Michel de Certeau, da almeno un trentennio, è oggetto di costante considerazione da parte di studiosi appartenenti ai più diversi ambiti di ricerca. Pur essendo uno storico e un gesuita, è stato riconosciuto comunemente come figura di riferimento per le ricerche sulle pratiche della vita quotidiana e i suoi studi hanno avuto una profonda influenza in ambiti molto eterogenei: storia della mistica e del Cristianesimo, pratiche del consumo, studi postcoloniali e femministi, urbanistica e geografia, antropologia, mediologia e sociologia, in particolare nell'ambito dei cultural studies. Più a suo agio nell'attraversare le discipline che nell'appartenergli, Michel de Certeau ha tuttavia dialogato costantemente con la semiotica frequentando assiduamente l'Italia e fatto esplicitamente riferimento a modelli linguistici e semiotici per l'analisi delle pratiche significanti e come propria metodologia di indagine del discorso storico e della possessione diabolica. Attraverso la presentazione di alcuni lavori di analisi e di ricerca teorica, sulle operazioni di credibilità e autorità dei discorsi quantitativi e tecnici e sulle pratiche della cultura ordinaria, questo lavoro si propone di rilanciare il dialogo fra Michel de Certeau e la semiotica evidenziando percorsi teorici e terreni di indagine intorno ai temi delle strategie e delle tattiche, della credibilità dei discorsi e dell'efficacia delle pratiche significanti.