Libri di Daniil Charms
Bibliografia di Daniil Charms: tutti i libri in vendita online editi da Il Saggiatore
L'uomo che sapeva fare miracoli Charms Daniil I. Rizzo S. (Cur.) - Il Saggiatore, 2020 - La Cultura
Un uomo esce di casa per fare compere e lungo la strada un mattone gli cade sulla testa. Poi un altro. E un altro. E un altro ancora finché l'uomo dimentica ciò che doveva acquistare, il luogo da cui veniva, il suo nome; la sua identità. Questa è una storia. E poi c'è la storia della coda al negozio in cui alla cassa, un fungo in mano e una sigaretta in bocca, sta una cassiera morta; ma la folla si dirada non appena si viene a sapere che nella via accanto piovono vecchie. E poi ci sono storie di cani e gatti che volano, di granchi che brandiscono asce, di cornacchie con cinque zampe. Di fate condiscendenti, bottegaie piacenti, passeggeri di un tram filosofeggianti. Dagherrotipi che immortalano una realtà senza equilibri, dal cuore selvaggio, i folgoranti racconti di Daniil Charms - graziati da una levità fanciullesca, eppure foscamente minacciosi - espandono le imperfezioni di un mondo che non può, né deve, essere ricondotto a un ordinamento logico, o anche solo a una comoda levigatezza. Ecco allora scoppi di violenza, scene affastellate di oggetti bizzarri, gesti ossessivi che tradiscono l'inesauribile tensione fra l'anelito dell'uomo a trovare un senso all'esistenza e l'impossibilità di ignorare l'assurdità del vivere. Fra gli esiti più alti e amaramente umoristici della letteratura russa, gli scritti di Charms - a lungo osteggiati in patria a causa del contenuto antirazionalistico e della raffigurazione tutt'altro che edificante del regime sovietico - rappresentano una delle esperienze letterarie più straordinarie del Novecento.
L'uomo che sapeva fare miracoli Charms Daniil I. Rizzo S. (Cur.) - Il Saggiatore, 2014 - Le Silerchie
"C'era un uomo con i capelli rossi, che non aveva né occhi né orecchie. Non aveva neppure i capelli, per cui dicevano che aveva i capelli rossi tanto per dire. Non poteva parlare, perché non aveva la bocca. Non aveva neanche il naso. Non aveva addirittura né braccia né gambe. Non aveva neanche la pancia, non aveva la schiena, non aveva la spina dorsale, non aveva le interiora. Non aveva niente! Per cui non si capisce di chi si stia parlando. Meglio allora non parlarne più". Come quello evocato da molti autori dell'avanguardia europea, anche l'universo di Daniil Charms erompe da un'esplosione continua dei significati, è un universo in cui la parola si riappropria della sua essenza più profonda e diventa capace di costruire una poesia della realtà. Quella di Charms non è solo letteratura consapevole dell'assurdità dell'essere umano, della sua presa di coscienza del nulla, ma è anche una scrittura incarnata in oggetti convenzionali, in gesti semplici e ripetitivi, in eventi immancabilmente ordinari. Parodie della quotidianità che carezzano il parossismo, sfilano ne "L'uomo che sapeva fare miracoli", e scavano crateri sempre più profondi nella nostra percezione del mondo, perché irridono il razionalismo attraverso il riso, un riso tanto liberatorio da farci sentire un po' più nudi.