Libri di Gavina Cherchi
Bibliografia di Gavina Cherchi: tutti i libri in vendita online editi da Edizioni Ets
Equus in fabula. Immagini del cavallo tra mito, arte, letteratura Cherchi Gavina - Edizioni Ets, 2012
Gli uomini, che per millenni hanno usato i cavalli, impossessandosi della loro forza e della loro bellezza, ne sono stati, in realtà, essi stessi posseduti. Inseparabili compagni di viaggio e di erranze, in pace e in guerra, i cavalli hanno finito con l'abitare nei sogni degli uomini: di quei sogni sono intessuti i miti, le storie, i racconti, le fabulae antiche in cui uomini, cavalli e dei si incontrano, ancora oggi, intessendo la trama di un comune destino, rivelando, per indizi e frammenti, il vincolo potente che li lega. Nel nostro immaginario i cavalli sembrano essere ubiqui, onnipervasivi. Sono corpi trasfigurati, corpi chimerici che volano, piangono, parlano, profetizzano; enigmatici operatori di destino, sono animali-guida apocalittici o salvifici. Nella realtà dei loro corpi fisici, che ne sottende osmoticamente ogni trasfigurazione estetica, i cavalli, inoltre, muovendosi, sembrano danzare, secondo ritmi e armonie riconoscibili. L'arte dell'equitazione, ovvero l'equitazione come forma d'arte, codificata nei trattati rinascimentali in cui si legge che "la musica è diletta al cavallo", è pertanto un'arte intrinsecamente musicale. Il buon cavaliere deve avere orecchio, come un esperto musicista, affinché il suo corpo si possa accordare al corpo del cavallo, e "andare a tempo": solo così diviene allora artista-centauro, un ibrido uomo-cavallo con "un' istesso corpo, di un senso, et di una voluntà", un'opera d'arte vivente.
Risiloquium. Anamorfosi del riso e della follia Cherchi Gavina - Edizioni Ets, 2012
Non è semplice parlare del riso, analizzarlo, trattenerlo all'interno di mappe ermeneutiche definite, collocarlo in un orizzonte di certezze tassonomiche. Il riso è indomabile, instabile e ossimorico: può essere sovversivo o conformista, pedagogico o sfrenato, diabolico o divino, apocalittico o salvifico, di esclusione o inclusione, plebeo o raffinato, distruttore o creatore, dono divino o condanna. La fenomenologia del riso impone l'erranza del pensiero. Familiare e perturbante allo stesso tempo, l'immagine riflessa del riso è anamorfica. Anamorfico, ovvero poliprospettico, è pertanto anche necessariamente il risiloquium inteso come discorso intorno al riso. Infatti il riso può risuonare cacofonico, sardonico, sull'orlo del nulla, della follia, della morte e del caos, ma anche essere fausta e giocosa manifestazione di vita, quando luminoso lampeggia, partecipe della creazione del cosmo. Cosmogonico è infatti il riso degli dei quando giocano al gioco della creazione. Cosmogonico è quello, visionario, di Ermes per il quale l'anamorfosi appare come la forma del suo operare demiurgico, dei suoi giochi illusionistici, nonché della sua stessa esistenza di artista sapiente e deus ludens.