Libri di Emilio Chiorazzo
Bibliografia di Emilio Chiorazzo: tutti i libri in vendita online editi da Edigrafema
I Lucani della Resistenza. Donne e uomini che sognavano la libertà Chiorazzo Emilio - Edigrafema, 2024 - Dietrofont
Un toccante tributo alla memoria dei partigiani e delle partigiane lucani che hanno sacrificato le proprie vite nella lotta per la liberazione del Paese. Maria Blasi è una sposa bambina. Per seguire il suo Giovanni sui monti del Piemonte, dove si è aggregato con i partigiani, lascia il paesino lucano e il figlio di pochi anni. Fa la staffetta, poi combatte. Gaetano Sepe è un sarto. Finisce tra le vittime innocenti delle Fosse Ardeatine. Giordano Bruno Palumbo è un partigiano bambino. Ha appena 17 anni quando trova la morte per le torture inflittegli dai tedeschi. Pia Civale è una maestrina. Diventa infermiera per curare gli scugnizzi feriti durante le Quattro giornate di Napoli. E ancora Nicola Panevino e Pietro Amato Perretta, due giudici che si opposero al regime nazifascista. Questi, con altri giovani di cui si narra nel volume, volevano la libertà. Attraverso testimonianze dirette, ricordi di sopravvissuti e documenti storici, viene tracciato un ritratto di "storie minime, di piccoli eroi", paladini sconosciuti che contro l'ingiustizia del regime nazifascista hanno pagato con la vita.
La scelta difficile. Nicola Panevino, il giudice partigiano Chiorazzo Emilio - Edigrafema, 2021 - Dietrofont
Nicola Panevino, magistrato, morì a 34 anni in una rappresaglia tedesca, nel marzo del 1945, poche settimane prima della Liberazione.Ricerche, scritti dal carcere, testimonianze dirette ne ricostruiscono la figura. Nato in Lucania, vissuto a Napoli, la sua professione lo portò a Savona, dov'era giudice istruttore del tribunale. All'indomani della caduta del fascismo e dell'armistizio dell'8 settembre del 1943, con la nascita della RSI, aderì alla Resistenza. Non quella armata, sui monti, nelle brigate, ma in città, con un ruolo altrettanto importante, di supporto politico, pratico e logistico. Le radici cattoliche lo portarono ad avvicinarsi inizialmente a Giustizia e Libertà, poi al Partito d'Azione: divenne membro e in seguito capo del Comitato di Liberazione Nazionale in una Savona dove sospetti e delazioni si rincorrevano. Una di queste gli causò il carcere, mentre era diventato padre da pochi mesi. Dalla sua cella, sospinto da una fede incrollabile che gli permise di sopportare ogni forma di tortura, Nicola Panevino scrisse lettere toccanti alla moglie e alla figlia. L'ultima è del 21 marzo del 1945, due giorni prima che fosse prelevato dal penitenziario per essere fucilato.