Libri di Angot Christine
Bibliografia di Angot Christine: tutti i libri in vendita online editi da Guanda
Una settimana di vacanza Angot Christine - Guanda, 2013 - Narratori Della Fenice
Un uomo, una donna; o meglio: un uomo maturo e una ragazzina, mai chiamati per nome né descritti, sono i protagonisti di questo nuovo libro di Christine Angot. I due trascorrono qualche giorno di vacanza in una casa di campagna nel Sud della Francia, tra escursioni, pranzi nei ristoranti e rapporti sessuali, continui, ripetuti... Ciò che si mette in scena tra l'uomo e la ragazza è un rapporto di dominio, dove l'una è la preda psichica dell'altro. Un dominio fisico e spirituale, di cui l'autrice dà una visione deliberatamente esteriore, mediante le azioni e le parole dei protagonisti, senza mai penetrare nella loro coscienza, né esprimere giudizi di sorta sulla loro condotta. Struttura e linguaggio del romanzo sono improntati a una forma radicale di sperimentazione da cui ogni artificio letterario è bandito, che sa metterci di fronte alla violenza e al non-senso della vita con l'immediatezza di uno scatto fotografico.
Il Mercato degli amanti Angot Christine - Guanda, 2010 - Narratori Della Fenice
Christine, i suoi amori e la sua scrittura. Parigi, eternamente sullo sfondo e allo stesso tempo protagonista. Qui due mondi si incontrano: quello di una scrittrice quasi cinquantenne, bianca, nota, discussa, che vive intense relazioni destinate a finire nei suoi libri, e quello di un cantante rap, Bruno, nome d'arte Doc Gynéco, di diversi anni più giovane, meticcio, che sul suo scooter vaga per le vie cittadine. Christine e Bruno si vedono a un Salone del libro, si piacciono, fanno l'amore, iniziano una relazione non facile. Non solo perché insolita e destinata a far nascere perplessità nei fan dell'uno e nella cerchia delle amicizie dell'altra, ma anche perché è inutile negare che capirsi è complesso. Entrambi provano a condividere qualcosa: il testo di una canzone, uno spettacolo a teatro, un film. Tentativi che sono di per sé atti d'amore. Ma i momenti più intensi sono quelli vissuti tra le quattro pareti domestiche, o al telefono o a zonzo, di notte, a godersi lo spettacolo di una metropoli che è tante in una. Fuori e intorno ci sono gli altri e le altre. C'è Marc, direttore di una rivista culturale, sfuggente ma da cui Christine è intrigata, e c'è la figlia di lei ormai adolescente. Ci sono colleghi e lettori. C'è il mondo che Christine Angot ci aveva descritto in "Rendez-vous". Ma qui il suo stile è ancora più essenziale: scene crude, dialoghi senza un commento, frasi secche, a volte brevi come i testi degli sms che i due amanti si scambiano, nessuna descrizione, solo lo scheletro dei fatti.
Rendez-vous Angot Christine - Guanda, 2008 - Narratori Della Fenice
Una scrittrice, Christine, e un attore di teatro, Éric. Lui le fa sapere quanto l'ammira, lei si incuriosisce; si incontrano, si piacciono, collaborano a una lettura teatrale. Ne nasce una storia d'amore appassionata, tanto coinvolgente che la protagonista non si rende conto di come l'altro non corrisponda con identica intensità. E l'intera relazione è qui, registrata nei dettagli con l'ansia con cui è vissuta: l'attesa spasmodica di una telefonata che non arriva, la dissezione di ogni frase pronunciata dall'amato, l'illusione di accontentarsi dei ritagli di tempo concessi. Un'esperienza sentimentale che inevitabilmente fa riaffiorare il passato più o meno prossimo: l'incesto con il padre, la fine di un matrimonio, la separazione da un compagno, la relazione morbosa con un uomo più anziano e perverso. Il tutto rappresentato con la consapevolezza costante che la scrittura è la vita. E che la vita passa attraverso le sensazioni del corpo. Così, ogni pensiero, sentimento, respiro potrà essere racchiuso in un manoscritto, farsi racconto. Con il suo stile ricercatissimo, Christine Angot si fotografa impietosamente, innamorata, disperata. Fissandola su un foglio, riordina la realtà delle cose, se ne appropria. In un vortice di rendez-vous mancati, incontri casuali, spazi faticosamente conquistati, viaggi di lavoro, vacanze con la figlia, l'autrice mette in scena se stessa: una donna vera, ora tenera, ora insopportabile, spesso caustica, viva.