Libri di Ciano
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Vite dei filosofi all'asta-La morte di Peregrino. Testo greco a fronte Luciano Di Samosata Stella M. (Cur.) - Carocci, 2007 - Biblioteca Medievale
Tra le "Vite dei filosofi all'asta" e "La morte di Peregrino" si apre una medesima scena e si svolge, al contempo, una medesima vicenda del pensiero: è un teatro e una storia della mimesi, con la giostra - un po' folle e bislacca - delle copie, delle imitazioni, dei simulacri che danzano ormai liberi e festeggianti sulla morte, inequivocabilmente definitiva, della verità. Il grande cadavere è quello della filosofia platonica e di tutte le filosofie che, sulle orme di Platone, hanno voluto porsi sul piedistallo della virtù e della conoscenza vera. Così Luciano, il grande scrittore di Samosata (II secolo d.C.), mette in vendita, anzi in svendita, tutte le filosofie possibili sulla piazza del mercato ed erige un grande rogo su cui, simbolicamente, con l'impostura di Peregrino, sale anche tutta quella vanagloria filosofica che ha spirato con potenti soffi di alterigia per secoli e secoli. Da queste ceneri possono così rinascere la scrittura e il racconto, liberati dai sequestri e dalle ipoteche della verità e della virtù, del bene e della politica. Ha l'aria della vendetta, tutto ciò, e lo è certamente. Ma è anche qualcosa in più. Questa scena, allestita da Luciano tra le "Vite" e il "Peregrino", è una delle riflessioni più profondamente filosofiche che sia dato di leggere sul "ragno implicito" di ogni filosofia: l'ipocrita recita dell'esemplarità. Se poi questa recita ha già trovato dei pericolosi eredi, come i cristiani...
Arti maggiori. Comunità professionali nel terziario avanzato Luciano A. (Cur.) - Carocci, 1989 -
Pubblicitari, informatici, consulenti, esperti di marketing... Il mondo delle professioni cresce si popola di nuove figure che incarnano simbolicamente l'innovazione, il mutamento sociale, l'affrancamento dal lavoro manuale. Il testo segue alcuni di questi nuovi professionisti nei loro percorsi nel mercato del lavoro per capire attraverso quali strategie essi costruiscano il loro potere e il loro prestigio sociale. La conclusione è che tra le imprese industriali e le società di servizio si vadano strutturando mercati del lavoro professionali in cui i soggetti definiscono, in maniera relativamente autonoma dai tradizionali centri di controllo - le grandi imprese - criteri di eccellenza, carriere, profili professionali. In una parola, i nuovi professionisti non vanno ad occupare 'posti': 'inventano' mestieri e mercati; creano domanda di lavoro e di servizi. Essenziale in questo processo di costruzione sociale delle nuove professioni è l'emergere di comunità professionali che poco hanno in comune con le tradizionali forme di rappresentanza collettiva degli interessi. Di queste nuove 'arti maggiori' del Duemila la ricerca che viene presentata in questo volume intende offrire un contributo di conoscenza.