Libri di Felice Cimatti
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- 9791222332109 Materia signata. Ricerche di geosemiotica
Cose. Per una filosofia del reale Cimatti Felice - Bollati Boringhieri, 2018 - Saggi. Filosofia
C'è un vantaggio ad essere una cosa, ad esempio una palla da biliardo. Non hai bisogno di spiegare nulla: rotoli, finisci in una buca, stai al mondo, tutto qui. Al contrario di un essere umano, che invece sta sempre a chiedersi perché esiste, da dove viene e dove va. L'umano (si) racconta storie, mentre le cose non parlano, o se «parlano» lo fanno solo perché noi ci abbiamo infilato dei dispositivi per «comunicare», fra loro e con noi. Di per sé, le cose non sanno che farsene del linguaggio. Invece il linguaggio esiste proprio per parlare delle cose. Ma come si può parlare delle cose, allora? Oggi è di moda il realismo, ma anche il realismo più intransigente non smette di essere un realismo parlato. Di nuovo sentiamo ripetere che vogliamo le cose, e solo le cose: fatti, non parole! Giusto, giustissimo. Ma poi ecco che ci si mette a parlare delle cose, e così torniamo al punto di partenza. Gli umani hanno un problema con le cose, è evidente, ne parlano sempre, ma non riescono mai a farne esperienza. Come ci ricorda la storia del re Mida, che riceve da Dioniso il dono di poter trasformare in oro tutto quello che tocca. Ma in questo modo Mida può toccare soltanto oro. Alla fine, per sopravvivere, dovrà implorare il dio di privarlo di quel potere. Ci capita lo stesso con le cose, che sono sempre cose parlate, catalogate, immaginate, temute. Delle cose e basta, invece, non sappiamo nulla. Questo libro prova a immaginare un percorso verso le cose. Prova cioè a immaginare un realismo possibile, ma consapevole del problema insolubile che le cose pongono agli esseri umani. Si comincia con la scienza, che delle cose diffida, e a ragione; si passa quindi per la filosofia, che spesso è stata ingenerosa con le cose; poi la letteratura e la psicoanalisi, spesso altrettanto incapaci di vedere le cose semplicemente per quel che sono. Infine si conclude con alcuni tentativi artistici, perché in fondo gli unici realisti davvero intransigenti sono proprio gli artisti. E gli animali.
La scimmia che si parla. Linguaggio, autocoscienza e libertà nell'animale umano Cimatti Felice - Bollati Boringhieri, 2000 - Temi
Se non usassimo il linguaggio, o meglio se lo usassimo così come lo usano gli altri animali, in fondo non saremmo che una variante evoluta dei nostri cugini scimpanzé, certamente più intelligenti di loro, ma sostanzialmente non diversi da essi. E rovesciando il ragionamento: che lo scimpanzé sia, appunto, uno scimpanzé, non dipende dalla sua minore intelligenza rispetto a noi; piuttosto è perché non usa il suo linguaggio naturale così come lo usiamo noi, e l'hanno usato i nostri antenati, che è meno intelligente dell'Homo sapiens. Cimatti, riprendendo le tesi di Vygotskij, sostiene che l'uomo non parli per comunicare, come vorrebbe il luogo comune, ma, al contrario, parla per pensare. In questo modo l'animale umano non solo è cosciente, ma è autocosciente.
Il senso della mente. Per una critica del cognitivismo Cimatti Felice - Bollati Boringhieri, 2004 - Saggi.Storia, Filosofia E Scienze Sociali
Un numero rilevante di esponenti delle scienze cognitive e filosofiche concepisce la mente come una specie di calcolatore e gli esseri umani come "macchine". Obiettivo di questo studio è mostrare come sia una cattiva scienza dell'umano la teoria che lo assimila a una macchina, giacché un umano-macchina perde tutte le caratteristiche che fanno di lui un essere umano. E invece possibile una effettiva scienza dell'umano che si svincoli dalla soggezione, più o meno diretta, ai modelli delle scienze fisiche e veda nell'inestricabile intreccio di biologia e cultura, linguaggio e prassi politica, estetica ed esperienza religiosa il senso specifico, ossia la natura, dell'Homo sapiens.