Libri di Cur Cimorelli Cur Roffi
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Moda e pubblicità in Italia. 1850-1950. Ediz. a colori Cimorelli D. (Cur.) Paulicelli E. (Cur.) Roffi S. (Cur.) - Silvana, 2022 - Fondazione Magnani Rocca
Moda e pubblicità sono parte dell'immaginario collettivo di un Paese, del suo sentire, guardare e inventare il mondo. Il volume racconta la nascita e lo sviluppo della moda in Italia e dei grandi magazzini, dai Magazzini Mele di Napoli a La Rinascente di Milano, due pilastri di un unico edificio, e il ruolo degli strumenti di comunicazione, dalle riviste ai manifesti - in alcuni casi vere e proprie opere d'arte, affidate alla creatività di geniali cartellonisti quali Dudovich, Metlicovitz, Villa, Sacchetti, Boccasile, Mauzan, Beltrame, Sepo -, fino ai cataloghi e al cinema, senza dimenticare le più folli e divertenti invenzioni e promozioni per attirare la clientela.
Pubblicità! La nascita della comunicazione moderna 1890-1957. Catalogo della mostra (Mamiano di Traversetolo, 9 settembre-10 dicembre 2017). Ediz. a colori Cimorelli D. (Cur.) Roffi S. (Cur.) - Silvana, 2017 -
Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, per le strade delle città italiane - in un paese che si stava aprendo alla modernità - fanno la loro apparizione i primi manifesti pubblicitari, eccezionali strumenti di promozione di nuovi, dinamici stili di vita. Da allora, quei grandi fogli colorati, dal fortissimo impatto visivo, avrebbero caratterizzato gli spazi urbani in Italia come nel resto d'Europa, divenendo veicolo di creatività ed espressione artistica per grandi illustratori quali Cappiello, Mauzan, Dudovich, Codognato, Sepo, Carboni, Nizzoli e Testa. Tra bozzetti originali e prove finite, in un percorso che attraversa mode, luoghi, generi e slogan, il volume intende ricostruire la storia della pubblicità presentandone diverse anime e differenti tipologie: dal sinuoso manifesto liberty alle fantasie geometriche déco, dai manifesti "pugno nell'occhio" - fondi pieni su cui si stagliano folletti e bizzarri animali - all'adozione della fotografia e di uno stile più grafico e astratto, proprio degli anni trenta e quaranta, fino alle soluzioni più sintetiche e creative del dopoguerra.