Libri di Emil Cioran
Bibliografia di Emil Cioran: tutti i libri in vendita online editi da Voland
Breviario dei vinti Cioran Emil M. - Voland, 2019 - Libri Piccoli
Scritto da Cioran nella sua lingua materna tra il 1941 e il '44, dovranno passare circa trent'anni perché il testo veda la luce, prima in romeno e poi in francese. Settanta divagazioni di diversa lunghezza, una sorta di vetrino da microscopio che consente di cogliere il momento di trapasso fra il "più straniero fra gli stranieri di Parigi" - come l'autore medesimo si definiva - e la nuova identità nata al contatto con una cultura che ha influenzato a fondo quella romena pur essendone sideralmente lontana. Da questo vero e proprio "innesto" scaturisce un ibrido straordinario, capace di rinserrare nelle lucide formulazioni del francese la scomposta effusione lavica delle sue mai del tutto rinnegate vene balcaniche.
Sulla Francia Cioran Emil M. Rotiroti G. (Cur.) - Voland, 2014 - Intrecci
Ritratto inedito della Francia scritto nel 1941 da Emil Cioran, filosofo, saggista e aforista tra i più importanti del XX secolo. Grande amante della cultura francese, l'autore romeno analizza con il suo stile inconfondibile le grandiosità e le meschinità di una nazione che lo affascina. Ne viene fuori un quadro al contempo feroce, lucido e pieno di ammirazione. "Nel mondo, tutto appassisce: desideri, pensieri, cieli e civiltà. Una sola cosa resta in fiore: l'assurdo, l'atemporale assurdo."
Breviario dei vinti II. 70 frammenti inediti Cioran Emil M. Fantechi C. (Cur.) - Voland, 2016 - Libri Piccoli
Ultimo testo redatto in romeno tra il 1941 e il 1944, il "Breviario dei vinti II" è rimasto allo stato di manoscritto finché Cioran fu in vita. Ritrovato tra le carte dell'autore solo dopo la sua morte, è un'opera illuminante per comprendere l'evoluzione interiore dello scrittore: esule nella Parigi dell'occupazione tedesca, impegnato quasi in un corpo a corpo con la lingua materna. Qui, un linguaggio ancora tellurico, a volte oscuro, a volte ravvivato da improvvise accensioni, fornisce il quadro di un pensiero aforistico, sprezzante delle contraddizioni fino all'insolenza, intollerante dei limiti della ragione, fra echi dell'antica scuola cinica e accenti di religiosità che lasciano intravedere i colori della gnosi.