Libri di Carmelo Conte
Bibliografia di Carmelo Conte: tutti i libri in vendita online editi da Rubbettino
Il Sud al tempo degli italiani. Dall'Unità a Berlusconi un Paese a due velocità Conte Carmelo - Rubbettino, 2011 - Varia
Il nuovo orizzonte, per il Sud come per il Nord, è una diversa Unità, sintesi tra nazionalità e cittadinanza, laddove l'una segni l'appartenenza e l'altra le due libertà, quella formale e quella sostanziale, che prescindano dai limiti territoriali. Per questo obiettivo il modello organizzativo è il Federalismo politico, lo Stato dal basso. Quello fiscale è solo un mezzo per riequilibrare l'Unità, non per la separazione dei beni (proventi fiscali) che costituiscono il frutto di un'eredità comune nella quale attività e passività appartengono all'intero Paese: il Nord senza il Sud non sarebbe quel che è. Il Mezzogiorno ha dato all'Italia più di quanto ha ricevuto. Il fondo di perequazione è espressione di una concezione assistenzialistica e stabilizzatrice degli squilibri: il Meridione, prima subordinato al Settentrione attraverso lo Stato, con il sistema introdotto dal federalismo fiscale lo sarà delle Regioni, le stesse che hanno avuto di più dall'Italia Unita. L'autonomia è una dimensione che non bisogna intendere come un insieme di cose garantite ma di condizioni per consentire ai singoli, come ai gruppi, di raggiungere uno status di eguali.
Dal quarto stato al quarto partito Conte Carmelo - Rubbettino, 2009 - Transatlantico
"Sono note sul "lavoro sporco" dei partiti storici, sul cambiamento del regime politico negli anni Novanta e sul ruolo della magistratura. Per il Capodanno del 1989, Cuccia inviò a Craxi un biglietto di auguri con una frase di Goethe "da oggi comincia una nuova epoca e voi potete dire di esservi stato presente". Era, a un tempo, un commento al crollo del Comunismo ed un segnale al "politico decisionista", l'uomo che avrebbe potuto guidare l'Italia, sostituendo all'agire dei partiti "l'agire del mercato". Da lì a qualche mese, accompagnato da un noto imprenditore, si recò nell'ufficio di Craxi, in piazza del Duomo, a Milano. Gli propose di disarticolare i partiti e di costituire, con l'appoggio del potere economico, il governo di mani forti, per assecondare la competitivita del capitalismo italiano, secondo la logica: lo Stato metterà i soldi, noi l'imprenditoria. Craxi rifiutò e finì in esilio, ma Cuccia non rinunziò al suo disegno e vinse."