Libri di Conti
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Dove va la cultura europea? Relazione sulle cose di Ginevra Contini Gianfranco Baranelli L. (Cur.) Giglioli D. (Cur.) - Quodlibet, 2012 - Quodlibet
"È ingenuità riunire un congresso sullo "spirito europeo" per poi consigliargli di espungere la politica dalla propria competenza. A meno che la cultura non pretenda di giungere al suo estremo della presa di coscienza per isolarsi e trovare nella propria giustificazione un alibi e un pretesto all'inazione. In senso peggiorativo, potrebbe ben darsi che questa fosse una definizione dell'Europa; e non è da escludere che essa sia questo scadimento (che è morale) d'una cultura a metodo scolastico. Se la reazione consiste nel frenare arbitrariamente lo sviluppo d'un processo dialettico, nel rifiutarsi alle deduzioni necessarie, sarà lecito senza peccato di demagogico vocabolario chiamare reazionaria una cultura che, giunta alla sua presa di coscienza, si rifiuti di convertirsi in azione". Queste parole si leggono nel reportage che il giovane Contini, "inviato" a Ginevra, scrive nel 1946 per la "Fiera letteraria". In esso sfilano e si confrontano alcuni protagonisti della cultura europea. L'occasione è la prima di quelle Rencontres internationales de Genève che da allora, con cadenza biennale, hanno discusso temi cruciali della nostra epoca. Con un saggio di Daniele Giglioli.
Longhi prosatore. Scritti 1949-1980 Contini Gianfranco - Quodlibet, 2026 - Saggi
Nella tradizione inaugurata dallo stesso Contini con i volumetti dedicati a Dante, Gadda e Montale, si raccolgono qui tutti gli scritti che il grande filologo ha destinato a un altro dei suoi principali oggetti di studio, Roberto Longhi, cui era legato da fortissima ammirazione e amicizia. I saggi coprono un ampio arco di tempo, dal 1949 al 1980, con un culmine nel '73, anno della morte di Longhi e dei due pezzi commemorativi composti per l'occasione da Contini, il primo dei quali - bellissimo - non più ristampato sino a oggi. «C'è un punto o aspetto della personalità di Longhi che interessa particolarmente a Contini, e sono le sue grandi qualità di scrittore», osserva nella premessa al volume Pier Vincenzo Mengaldo. In pagine ormai classiche e in altre disperse qui finalmente radunate, Contini fornisce ai lettori novecenteschi di Longhi e a quelli odierni una prima penetrante ricostruzione del suo stile mutevole e inimitabile di prosatore.