Libri di Davide Conti
Bibliografia di Davide Conti: tutti i libri in vendita online editi da Odradek
L'occupazione italiana dei Balcani. Crimini di guerra e mito della «brava gente» (1940-1943) Conti Davide - Odradek, 2013 - Collana Blu. Storia E Politica
L'occupazione italiana dei Balcani. Crimini di guerra e mito della «brava gente» (1940-1943) - Odradek
Criminali di guerra italiani. Accuse, processi e impunità nel secondo dopoguerra Conti Davide - Odradek, 2011 - Collana Blu. Storia E Politica
Attraverso un'ampia mole di documenti ufficiali, il libro opera una ricognizione dei crimini di guerra commessi dal regio esercito durante l'occupazione italiana in Albania, Jugoslavia, Urss e Grecia e di cui le alte gerarchie militari avrebbero dovuto rispondere alla fine della guerra. Più precisamente, illustra le trattative, gli accordi, le politiche dilatorie attuate dal governo di Roma per giungere a eludere ogni forma di sanzione giuridica ai danni dei vertici del proprio esercito cosicché i mancati processi, le assoluzioni e la generale impunità ha permesso la narrazione auto-assolutoria degli italiani "brava gente".
Guerriglia partigiana a Roma. Gap comunisti, Gap socialisti e Sac azioniste nella Capitale 1943-'44 Conti Davide - Odradek, 2016 - Collana Blu. Storia E Politica
Duecentosettantuno giorni di occupazione nazista, migliaia di caduti civili e militari, quasi quattromila partigiani inquadrati nelle organizzazioni armate di Pci, Psiup e PdA, centinaia di azioni di guerra e sabotaggio compiute quotidianamente. Questa è stata la Resistenza a Roma: una guerriglia urbana di nove mesi organizzata dai reparti d'avanguardia delle forze antifasciste, i Gap e le Sac, e resa possibile dall'appoggio della popolazione civile. La ricostruzione documentale degli eventi che l'autore offre, svincolata dalla retorica celebrativa, restituisce non solo il contesto storico in cui nacque la guerriglia nella città ma soprattutto le sue contraddizioni, i suoi slanci, i suoi limiti e la sua necessità militare, politica e morale. Le drammatiche vicende della «Città Aperta», iniziate con i seicento caduti a Porta San Paolo e chiuse dalla strage di La Storta, furono caratterizzate da una guerra partigiana che rifiutò l'ordine nazista su Roma e fece della Resistenza armata la leva storica «costituente» in grado di conferire ai cittadini un nuovo protagonismo all'interno della sfera pubblica, facendo della guerriglia urbana una delle radici fondamentali della Repubblica.