Libri di Cur Cortellessa
Bibliografia di Cur Cortellessa: tutti i libri in vendita online editi da Electa
Arbasino A-Z Cortellessa A. (Cur.) - Electa, 2023 - Enciclopedia
Alberto Arbasino è l'ottavo protagonista della collana "Enciclopedie" di Electa dopo Savinio, Rodari, Steinberg, Woolf, Cocteau, Scialoja e Calvino. Nella sua opera, quantitativamente sterminata, Arbasino si è posto il compito ciclopico di archiviare la "Memoria del Mondo". Per questo, ha spiegato l'autore, gli toccava riscrivere periodicamente i suoi libri, anche (se non soprattutto) quelli più riusciti (come l'incantevole L'Anonimo lombardo, uscito una prima volta nel 1959, e l'epocale Fratelli d'Italia, pubblicato nel 1963; ma anche i mirabili libri di viaggio come quello negli Stati Uniti, macroscopicamente proliferato in America amore). Riscrivere era il modo per aggiornare ogni volta i suoi giudizi sulle "cose viste". Il ritratto polifonico, curato da Andrea Cortellessa, con contributi di 34 autori tra cui Marco Belpoliti, Antonio Gnoli, Raffaele Manica, Anna Ottani Cavina, Jacopo Pellegrini, Luca Scarlini e Walter Siti, propone le infinite sfumature della figura di Arbasino, firma capace, come poche altre, di restituire la "temperatura" culturale (ma forse si dovrebbe dire morale) di una determinata condizione storica. Gli 80 lemmi di questa enciclopedia ne sono lo specchio: da America a Zombi , passando per Elefante. Suggestioni interdisciplinari, colte e ironiche: da Cazzeggio a Ekphrasis, da Post-moderno a Vaffanculo. In una ricca appendice di documenti sono riportati testi inediti e rari dell'autore, che ricostruiscono episodi passati nel mito come la regia della Carmen di Bizet, al Teatro Comunale di Bologna nel 1967, con collaboratori d'eccezione Giosetta Fioroni, Vittorio Gregotti e nientedimeno che Roland Barthes. In altre parole, Arbasino dalla A alla Z, ossia nella sua straordinaria capacità di essere il testimone postremo del Novecento.
Un atlante di arte nuova. Emilio Villa e l'Appia Antica. Catalogo della mostra (Roma, 26 giugno-19 settembre 2021). Ediz. illustrata Cortellessa A. (Cur.) Gastaldon G. (Cur.) Giustozzi N. (Cur.) - Electa, 2021 - Arti Fig.Cataloghi
Il catalogo amplia i contenuti della mostra allestita presso il Complesso di Capo Bove del Parco archeologico dell'Appia Antica (26 giugno-19 settembre 2021) che mette in luce una pagina poco nota ma straordinaria dell'arte del Novecento. La mostra restituisce alla galleria Appia Antica e alla figura del suo carismatico direttore Emilio Villa, poeta e critico, figura geniale e anomala nel panorama culturale italiano, l'importanza e la visibilità che meritano. La galleria, aperta da Liana Sisti in un casale al civico 20 dell'Appia, nel triennio 1957-1959 ospitò delle mostre di straordinaria importanza: basti ricordare quella dedicata a Cesare Tacchi, Renato Mambor e Mario Schifano o quella dei tre milanesi a Roma (Bonalumi, Castellani e Manzoni), con un focus su creazioni poco studiate perché di transizione, anticipatrici delle opere degli anni Sessanta. Il catalogo e la mostra rileggono inoltre l'opera di alcuni artisti italiani (gli scultori Franchina e Mannucci ad esempio) presenti nelle pagine della rivista "Appia Antica. Atlante di Arte Nuova", la cui redazione condivideva l'indirizzo della galleria. Gli spazi della galleria e le pagine della rivista hanno costituito un terreno favorevole per guardare sotto una luce più autentica artisti ormai affermati, come Alberto Burri, Toti Scialoja e Giulio Turcato, e la loro riflessione sull'opera d'arte e la sua materia come oggetto. Sono state inoltre una vetrina autorevole per presentare le ricerche della più giovane generazione di autori (Schifano, Manzoni, Rotella, Lo Savio e Mauri) che agivano un recupero tutto italiano delle avanguardie. Il volume si compone di diversi saggi (tra i quali quello di Andrea Cortellessa su Emilio Villa e l'arte di scrivere l'arte), di nutriti apparati documentari (foto storiche, lettere, riproduzioni dei cataloghi delle mostre e della rivista), di un'antologia di testi di Emilio Villa, di profili biografici e di fortuna critica degli artisti presenti. Infine analizza in quale misura questa esperienza fu il veicolo di un peculiare approccio all'espressionismo astratto americano a Roma (negli anni in cui anche Hollywood era sbarcata sul Tevere e sull'Appia) in una chiave concentrata sui linguaggi formali.
Illustrazioni per libri inesistenti. Artisti con Manganelli Cortellessa A. (Cur.) - Electa, 2023 - Pesci Rossi
Il volume esce in occasione della mostra omonima al Museo di Roma in Trastevere e riproduce le opere di undici artisti (Gianfranco Baruchello, Giosetta Fioroni, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Franco Nonnis, Gastone Novelli, Achille Perilli, Carol Rama, Giovanna Sandri, Toti Scialoja e Luigi Serafini) che furono in rapporti di amicizia e collaborazione con Giorgio Manganelli, o sui quali questi ebbe modo di scrivere i testi raccolti di recente nel volume Emigrazioni oniriche. Se nella sua traiettoria sinora negletta di osservatore eccentrico dell'arte Manganelli alternava uno sguardo divagante e desultorio (come nella rubrica Salons, raccolta nel 1987 nel volume omonimo) a una dissimulata competenza da connoisseur su repertori come la pittura del Sei e del Settecento, nello scrivere degli artisti del suo tempo (con alcuni dei quali la confidenza si rivela maggiore che coi letterati coevi), la distanza retorica si accorcia e la sua diventa una conversazione fra pari e diseguali, «esigui e iracondi» ai quali non fa mancare mai la sua solidarietà, il suo affetto, la sua - per una volta sincera - ammirazione. All'introduzione di Andrea Cortellessa, che ricostruisce questa rete di interscambi, seguono approfondimenti di altri studiosi su alcuni di questi rapporti così fecondi. Ne emerge un paesaggio mosso e sussultorio, nevrotico e feroce negli accostamenti e nella fame reciproca che accomunava, allora, gli artisti delle diverse discipline. Un rapporto di vera e propria complicità, che lo fece accedere alle grazie aspre e deliziose dell'«altra metà dell'avanguardia», fu quello intrattenuto da Manganelli negli anni Ottanta con Lea Vergine. In appendice sono riprodotte le conversazioni fra i due, e i testi che scrissero l'una sull'altro. Conclude il volume una bibliografia degli scritti dedicati da Manganelli agli artisti del suo tempo.