Libri di Michele Costanzo
Bibliografia di Michele Costanzo: tutti i libri in vendita online editi da Quodlibet
Il tempo del disimpegno. Riflessioni sull'architettura contemporanea Costanzo Michele - Quodlibet, 2011 - Quodlibet Studio. Città E Paesaggio
Gli scritti che compongono questo libro non si propongono come un insieme organico di considerazioni critiche sull'architettura, ma piuttosto puntano ad assumere la modalità di un viaggio interiore attraverso la progettazione contemporanea, con alcune stazioni che sono dei momenti d'analisi e di riflessione intellettuale. I testi raccolti sono stati originalmente pubblicati fra il 2007 e il 2009. E pur nella loro natura eterogenea, sono legati fra loro da un filo rosso volto a delineare alcune sostanziali caratteristiche che contraddistinguono il carattere dell'architettura contemporanea: il minimalismo, il camouflage, il packaging, le relazioni arte-architettura. Leggere questo volume, dunque, per usare le parole dell'autore, "è un po' come osservare un paesaggio attraverso una macchina fotografica dotata di un obiettivo con lo zoom che ora focalizza dei dettagli in sé rassicuranti, ora immagini di più ampio respiro, complesse, ricche di presenze (forse) inquietanti che suscitano in parte curiosità e attrazione o, al contrario, perplessità e ripulsa, il che induce ad un impegno meditativo circa la loro intima ragion d'essere".
Leonardo Ricci e l'idea di spazio comunitario Costanzo Michele - Quodlibet, 2010 - Quodlibet Studio. Città E Paesaggio
Leonardo Ricci non è stato tanto un esponente della "scuola toscana" di architettura - il migliore della sua generazione, secondo Bruno Zevi. È stato anzitutto un grande irregolare della cultura italiana del secondo '900. Formatosi durante la II guerra mondiale all'interno di una cultura minoritaria e per molti versi radicale come quella valdese (che a Firenze contava personalità come Franco Fortini o Giovanni Klaus Koenig), nel dopoguerra sarà l'animatore di alcune esperienze sociali uniche come la comunità di Agàpe costruita facendo spaccare e trasportare le pietre a giovani ex partigiani e fascisti perché anche loro imparassero a ricostruirsi insieme; o quella di Riesi, in cui la forma costruita - pur notevolissima - è del tutto secondaria rispetto alla forma sociale di queste due piccole utopie realizzate analoghe solo ai kibbutz, ma poste agli estremi confini italiani (il Piemonte e la Sicilia occidentali). Ed è questa la chiave di lettura del saggio controcorrente con il quale Michele Costanzo riporta con forza l'idea di spazio comunitario all'attenzione di una cultura architettonica italiana smarrita di fronte alle trasformazioni conformiste del mondo globalizzato.