Libri di Sergio Cremaschi
Bibliografia di Sergio Cremaschi: tutti i libri in vendita online editi da Carocci
Breve storia dell'etica Cremaschi Sergio - Carocci, 2012 - Quality Paperbacks
Il libro ricostruisce la storia dell'etica occidentale, cioè la successione di diverse teorie etiche che si sono formate e modificate nel tentativo di giustificare o riformare tradizioni morali che i filosofi non avevano creato dal nulla. Per questo motivo esamina non soltanto autori che hanno un posto ragguardevole nelle storie della filosofia (Aristotele, Kant, Hegel) ma anche testi trattati nelle storie delle religioni (Bibbia, Talmud, Corano) e altri pensatori ritenuti poco filosofici (Pufendorf, Adam Smith, Bentham). Letti in questo modo, i moralisti sembrano meno insopportabili: Tommaso non è il teorico delle proibizioni assolute, Kant non è un caporale prussiano della morale, Bentham non è il fautore di una deteriore dottrina che combina edonismo, egoismo e relativismo.
L'etica del Novecento. Dopo Nietzsche Cremaschi Sergio - Carocci, 2005 - Studi Superiori
Il volume narra la storia dell'etica del Novecento o, più precisamente, la storia della discussione sui fondamenti dell'etica iniziata con Nietzsche e Sidgwick, i maggiori esponenti dello scetticismo morale di fine Ottocento. La discussione ha visto predominare, nella prima metà del secolo, tendenze che negavano la possibilità di un'etica normativa. Nel mondo continentale la tendenza dominante trasformava l'etica in una filosofia dell'esistenza che si limitava a descrivere la condizione umana come fatta di scelte, tanto inevitabili quanto arbitrarie, senza saper dare però criteri per compierle. Nel mondo anglosassone prevaleva una filosofia della morale che si proponeva di chiarire le valutazioni ma non di giustificarle.
L'etica moderna. Dalla riforma a Nietzsche Cremaschi Sergio - Carocci, 2007 - Studi Superiori
Il volume, secondo di una trilogia che presenta la storia deLL'etica, ricostruisce le vicende dell'etica moderna. La prima tappa della ricostruzione è la coesistenza non troppo pacifica fra i paradigmi della legge di natura, della casistica, dell'ars vivendi dal Quattrocento al Seicento. La seconda è la "nuova scienza della legge di natura" di Grozio e Pufendorf con le controversie seicentesche e settecentesche fra diverse versioni del nuovo paradigma. La terza è la sua suddivisione nei due paradigmi che dominarono poi la discussione per due secoli: l'etica kantiana e l'utilitarismo. La quarta è la successione di critiche feroci a entrambi i paradigmi da parte dei critici ottocenteschi deLl'Illuminismo. Le critiche nascevano dalla mancata comprensione delle intenzioni di Grozio e Pufendorf, che volevano salvare La tesi stoica e scolastica dell'esistenza di leggi morali universali su basi metodologiche nuove, tenendo conto della sfida scettica, e di Bentham e Kant che volevano proseguire questo progetto, seppure riorganizzandolo intorno a due teoremi alternativi. Le diatribe ancor oggi sollevate dai postmoderni e dagLi antimoderni partono dal rimprovero a Kant e Bentham di partire da assunzioni minimaLi, senza sforzarsi di capire perché, dopo lo scetticismo, ci fosse una ragione per adottare un tale punto di partenza.