Libri di Federico Croci

Bibliografia di Federico Croci: tutti i libri in vendita online editi da Inschibboleth

Deus Terribilis. Quattro studi su onnipotenza e me-ontologia nel Medioevo libro
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LIBRO   9788885716254

Deus Terribilis. Quattro studi su onnipotenza e me-ontologia nel Medioevo Croci Federico   -  Inschibboleth, 2018  -  Zeugma. Lineamenti Di Filosofia Italiana

«Unde nihil»? Riallacciandosi alla «magna quaestio» che scuote e anima il filosofare, il volume raccoglie quattro studi che indagano il rapporto tra l'onnipotenza divina e la filosofia del linguaggio, nell'alveo della riflessione medievale. Il primo è dedicato alla riproposizione dell'aporetica del nulla da parte di Fredegiso di Tours e all'analisi del tentativo anselmiano di recuperare l'argomentazione di Agostino. Il secondo intende mostrare come il realismo linguistico di Fredegiso di Tours offra la più salda fondazione alla trattazione dell'onnipotenza divina esposta da Pier Damiani. Il terzo e il quarto approfondiscono gli stessi temi nella filosofia di Guglielmo da Ockham e di Nicola di Autrecourt, nelle cui speculazioni si affaccia con sempre maggior vigore una gnoseologia scettica: un'epistemologia che vede nel linguaggio non più il mezzo privilegiato di accesso alla conoscenza di Dio, bensì una trappola insidiosa per i vaniloqui di quelli che Vico definirà, causticamente, i "dotti boriosi".

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Baroquismes libro
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LIBRO   9788855296212

Baroquismes Croci Federico   -  Inschibboleth, 2026  -  Facezie, Arguzie E Minuzie

Il poetare non è che perseguire la follia, propria di ciascun individuo, di volersi esprimere ripercorrendo sentieri già tracciati, sempre illuso di poter trovare nei trascorsi quella comprensione che è impossibile tra i contemporanei. È il disperato tentativo di comporre un'identità a partire dalle rovine che s'incontrano nelle scritture: l'essenza della poesia è una barocca efflorescenza di parole, aliena a ogni glaciale e compendiosa secchezza. Una mescita panica di emulsioni carnali e spirituali, irriducibile all'esibizione di un certo stile; custode, più che rivoluzionario, il poeta conserva e riutilizza, tradendoli, i cocci e i trucioli che il destino gli ha consegnato. La grandezza di una lingua sta nella capacità di sopportare ciò che i Latini definivano aestuare: verbo con cui si indicava il dilagare della marea, l'effervere del gas, il ribollire della lava, il divampare della fiamma. Il cimento della parola è, insieme, quello che risuona nell'ambiguità del verbo greco phtheirein, che è un sedurre e distruggere insieme.

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