Libri di Cuneo
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Anonymi graeci oratio funebris in Constantinum II Cuneo Benatti Paola O. - Led Edizioni Universitarie, 2012 - Collana Della Rivista Di Diritto Romano
Nella Biblioteca Apostolica Vaticana è conservato un manoscritto (Pal.gr. 117) che contiene un'orazione funebre scritta in greco da un oratore anonimo. L'orazione non è un'opera inedita, ma ebbe diverse edizioni, purtroppo non del tutto fedeli al testo: solo il primo editore, il Morel, fra l'altro ebbe visione diretta del manoscritto. Destinatario dell'orazione era indicato dai vari editori come Costantino II: gli errori di trascrizione del testo hanno, però, indotto ad una interpretazione diversa, estudiosi tedeschi hanno pensato che il destinatario fosse Teodoro Paleologo, morto nel 1448. Certamente il copista è del XV secolo, ma dal suo stile si può evincere cheil testo è stato copiato qualche anno prima della morte di Teodoro Paleologo. Anche l'esame del linguaggio ci porta ad escludere che l'orazione possa riferirsi al Paleologo. D'altra parte, i riferimenti storici e giuridici fanno pensare ad un testo composto nel IV secolo: ad esempio i riti matrimoniali e funebri, il culto del sole, la correggenza imperiale. Il destinatario era allora Costantino II.
Sequestro di persona, riduzione in schiavitù e traffico di esseri umani. Studi sul «crimen plagii» dall'età dioclezianea al V secolo d.C. Cuneo Paola Ombretta Pontoriero I. (Cur.) Zuccotti F. (Cur.) - Led Edizioni Universitarie, 2018 - Collana Della Rivista Di Diritto Romano
Il crimen plagii dall'età dioclezianea al tardo impero è diventato, rispetto al crimine in origine previsto dalla lex Fabia, un contenitore di fattispecie diverse che coesistono tra loro: in quest'epoca il crimine individua sovente più azioni criminose: il sequestro di persona, la riduzione in schiavitù e il traffico di esseri umani. Spiccano in questi secoli due costituzioni: una prima di Massimiano, che individua un «reato continuato» al fine di applicare la pena più grave nei confronti dei colpevoli di plagio ogni qualvolta si riscontri un concorso di persone nel reato; un'altra singolare costituzione è quella di Costantino, la quale prevede pene severe in caso di aggravanti e riguarda un crimen plagii ancora più riprovevole, in quanto le vittime sono i minori. L'analisi delle fonti giuridiche mette in evidenza le trasformazioni di questo crimine, la gravità che questo rappresentava per l'impero, il conseguente inasprimento delle pene, ma, soprattutto, come in tempi diversi erano andate a enuclearsi fattispecie differenti intorno a quelle previste dalla lex Fabia, mentre d'altra parte avevano continuato a coesistere le diverse procedure nonché le diverse pene comminate.