Libri di Vittorino Curci
Bibliografia di Vittorino Curci: tutti i libri in vendita online editi da Musicaos Editore
Tutto il resto è letteratura Curci Vittorino - Musicaos Editore, 2024 - Poesia
«Tutto il resto è letteratura» pone uno iato tra vita reale e vita rappresentata, archiviando come certificato ciò che è al di qua dell'esperienza, in uno scavo poetico che non si acquieta. Viviamo un'atmosfera residuale, siamo andati oltre la storia, dispersi in un'epoca cronologicamente disfatta. Vittorino Curci interroga senza appello, eppure c'è uno spiraglio in questo rammemorare che ci rende complici, per un nuovo ritmo dove la ricerca si spinge nei territori di un suono prosodico al riparo da sperimentalismi in cui la poesia rinnova sé stessa, trovando uno spazio di consapevolezza resistenziale, in cui le parole danno voce a una vita che non necessita di parole per essere vissuta nei suoi momenti più salienti, e il resto è letteratura: nell'inquietudine della resipiscenza, pentimento tardo, nella natura che rischia di non essere nutrimento, nel paesaggio distante da un uomo che per ascoltare il mondo non usa l'orecchio, ma poggia a terra un microfono, in un passato che come premesse aveva feroci bugie, e in un'abiura del presente. Attorno all'oggetto che vive se è guardato, si chiama all'adunata una "comunità disperante", che crede nel messaggio della parola umana.
Cadenze per la fine del tempo Curci Vittorino - Musicaos Editore, 2023 - Poesia
"Cadenze per la fine del tempo" presenta ciò che resta dell'umana specie con la speranza che l'uomo possa ancora guardare dentro sé stesso con la lente della verità. La storia, parafrasando Joyce, non è più quell'incubo dal quale cerchiamo di risvegliarci, bensì un sogno in apparenza accogliente, nel quale ci si abitua come in un rito e nelle cui spire veniamo rituffati a testa in giù come dannati nell'inferno dantesco. Questa poesia è un'etica per un mondo senza eroi, con degli assolo che emergono prima che il tutto ritorni all'origine, suonati con l'unico strumento che abbiamo per affermare la nostra libertà: il verso. Letti come sequenze intime di un Dna poetico, ultimi tasselli di sé, della propria lingua che culmina in un tentativo di "sequenziare" il mondo rifuggendo ogni solipsismo, raccontando la frattura tra uomo e natura, da una parte, e tra uomo e storia dall'altra. Un percorso che seppure in un paesaggio moralmente catastrofico, è un sentiero di rinascita. Lettere inviate al futuro, per lettori che un giorno potranno ascoltarle per comprendere l'umanità e il suo contrario.
Terra dell'inquietudine Curci Vittorino - Musicaos Editore, 2026 - Poesia
«Terra dell'inquietudine» è la dimensione di un tempo residuo, di un territorio periferico, che richiama a una essenzialità in modo ancestrale, in un paesaggio urbano desolato dove si attenta al cuore delle cose, dove non esistono sovrastrutture sociali all'infuori di una storia che rischia di scomparire dalla memoria. Le persone sono segnali evocatori: laddove la lingua è destinata all'atrofia, la poesia diviene una lotta di resistenza morale e civile. Il moto di separazione dalla tradizione si traduce con uno slancio metrico del dire che rifiuta ogni inviluppo, nel verso libero che sfrutta sincopi, tagli, con componimenti che sperimentano forme metriche e sonore inedite; qui si torna finalmente a sperimentare e "sperimetrare" il verso. «Terra dell'inquietudine» è una camera oscura, un luogo dove le forme indistinte si rapprendono sulla superficie della scrittura tramutandosi in immagini, provenienti da esperienze, visioni cogenti, con uguali attinenza e distanza dalla materia raccontata. È una poesia che interroga continuamente sé stessa; un'inquietudine che riflette, dispera, facendo emergere una grande speranza e consapevolezza del compito dell'uomo che osserva e crea.