Libri di Cvetaeva
Bibliografia di Cvetaeva: tutti i libri in vendita online editi da Einaudi
Sette poemi Cvetaeva Marina Ferretti P. (Cur.) - Einaudi, 2019 - Collezione Di Poesia
«Tracciare una Storia di Marina per Poemi. Seguendo il filo delle grandi composizioni degli anni Venti cui lei stessa affida il significato di massima testimonianza spirituale; col desiderio di cogliere in questo affresco di splendore e afflizione, affollato di tutti i suoi fantasmi, l'essenza di un mondo interiore sterminato. "Sette Poemi" scelti tra i complessivi ventuno e appartenenti alla prima fase dell'emigrazione, quando la Russia sovietica è alle spalle e Elabuga di là da venire; tramati di premonizioni e consonanze oniriche, e sorretti da una retorica di nuovissimo conio, da un sentimento fratello a quello che anima la voce del tribuno Majakovskij. A questi canti il respiro emotivo della singola lirica va stretto, e Cvetaeva trova l'orizzonte loro piú acconcio nella cornice distesa del poema. Quando Boris Pasternak addita «il tendere al poema» di tutti i cicli cvetaeviani, coglie il sottile crinale che corre tra i due versanti: se virtualmente ogni sua costellazione di liriche aspira a farsi poema, il passaggio si realizza solo laddove il disegno complessivo giunga alla perfetta coerenza di forma e temi. Inanellati uno sull'altro, i Poemi degli anni Venti traboccano di reciproche risonanze, vibrano degli stessi, elettrici impulsi, dominati come sono dalla volontà di oltrepassare le barriere della finzione per generare accadimenti e incontri palpabili, porre riparo a eventi già occorsi, istituire orizzonti inediti.» (dall'Introduzione di Paola Ferretti)
Natal'ja Goncarova. Vita e creazione Cvetaeva Marina Montagnani L. (Cur.) - Einaudi, 1995 - Supercoralli
"Quello con Natal'ja Goncarova fu un incontro effettivamente avvenuto. Nell'inverno 1928-29, a Parigi... Un amico della Cvetaeva, Marc Slonim, un giorno, durante una conversazione, le parla dei suoi incontri con i pittori russi Michail Larionov e Natal'ja Goncarova. Incuriosita e già entusiasmata dalla descrizione che Slonim le fa della pittrice pronipote dell'"altra" Goncarova, la bellissima, fatale moglie di Puskin, causa del suo duello e della sua morte, la Cvaeteva gli chiede di presentargliela. L'incontro ha luogo in un ristorante vicino a Saint-Germain, luogo di ritrovo di scrittori, artisti e gente di teatro. Il tempo della scrittura è breve: poco dopo il primo incontro il ritratto è già ultimato, ma l'amicizia continua" (Luciana Montagnani).
Ai poeti. Versi per Blok, Achmatova, Majakovskij e Puskin Cvetaeva Marina Ferretti P. (Cur.) - Einaudi, 2026 - Collezione Di Poesia
Tra il 1916 e il 1933 Marina Cvetaeva compone quattro cicli di versi dedicati ad Aleksandr Blok, Anna Achmatova, Vladimir Majakovskij e Aleksandr Puskin. Non sono omaggi d'occasione, ma attraversamenti vertiginosi, dialoghi "in absentia", investiture e sfide. La poesia diventa il luogo di un confronto assoluto, nel quale l'effigie dell'altro coincide con l'autoritratto, e la consacrazione del destinatario si rovescia in una dichiarazione di identità e di status. Blok è l'epifania angelica e inattingibile, un dio della poesia oggetto di un'infatuazione trasognata e di un'adorazione che si muta in compianto dopo la sua scomparsa; Achmatova è Musa e antagonista, sovrana di un dominio poetico femminile conteso; Majakovskij è il fratello dissonante, travolto dalla furia del secolo; Puskin, infine, è il classico restituito alla sua forza indomita, profondamente immerso nella Russia del presente e del tutto in sintonia col sentire cvetaeviano. Allineati uno dopo l'altro, questi quattro cicli compongono un affresco di grande effetto, in cui la voce dell'autrice si potenzia rifrangendosi nelle poetiche altrui. Ne emerge una società dei poeti che è insieme pantheon e specchio: un quadrilatero di solitudine e splendore, dove la poesia si misura con la morte, l'esilio, la storia, affermando la propria irriducibile sovranità.