Libri di Elia
Bibliografia di Elia: tutti i libri in vendita online editi da Pellegrini
«Con l'utopia nelle vene e il diamante nel cervello» nel ventennale della scomparsa di Antonio Piromalli (1920-2003) insigne critico letterario, scrittore, poeta, docente universitario. Atti del convegno (Maropati, 7 giugno 2023) D'elia A. (Cur.) - Pellegrini, 2025
Gli Atti del Convegno (tenutosi a Maropati, Reggio Calabria, il 7 giugno 2023) dal titolo: "Con l'utopia nelle vene e il diamante nel cervello" nel ventennale della scomparsa di Antonio Piromalli (1920-2003) insigne critico letterario, scrittore, poeta, docente universitario, Convegno promosso dalla Fondazione Fortunato Seminara, raccolti in questo volume, costituiscono un tassello importante funzionale ad allestire in modo più approfondito il percorso esegetico (venuto a formarsi nel corso degli anni) sul critico di Maropati. La spinta propulsiva di celebrare i venti anni dalla scomparsa (2003-2023) di Antonio Piromalli (Maropati, 3 settembre 1920 - Polistena, 7 giugno 2003) viene dalla considerazione [...] di offrire uno sguardo aggiuntivo all'impegno analitico [militante] di una delle figure più rilevanti della storia [letteraria e non solo] dell'Italia dal dopoguerra ai giorni nostri [anche sotto il profilo di importante polemista e poeta] e senz'altro sull'opera del maggiore storico e critico della letteratura calabrese. (dal saggio introduttivo di Antonio D'Elia)
Fortunato Seminara e Antonio Piromalli. Amicizia, letteratura e impegno civile D'elia Antonio - Pellegrini, 2010 - Testi E Opere. Fortunato Seminara
Fortunato Seminara e Antonio Piromalli. Amicizia, letteratura e impegno civile - Pellegrini
'Ne la faccia che a Cristo / più si somiglia: la poesia mariana di Dante D'elia Antonio - Pellegrini, 2018 - Crocevia
Lo studio di Antonio D'Elia 'ne la faccia che a Cristo / più si somiglia': la poesia mariana di Dante esamina la figura lirica della Vergine Maria all'interno della poetica dantesca, e soprattutto nella Commedia. Riprende la lezione di "figura" da parte di Auerbach, esemplata, a sua volta, sull'esegesi della Scrittura. E relaziona il cammino lirico di Dante Auctor-Agens in rapporto all'enucleazione dell'amore nuovo, che non smentisce l'antico eros. E anzi lo promuove, dopo essersi purgato negli occhi di Beatrice discepola della Vergine. La "metaforizzazione" ed il ritrovato poetico della collatio occulta esprimono in sommo grado l'analogia e contemporaneamente dicono il rapporto unitivo tra cielo e terra mediante transumptio nel racconto dell'Exul immeritus verso la Patria celeste. E il "mariale lirico", così viene definito il canto dantesco rivolto alla Vergine da Antonio D'Elia, è depositario attraverso l'exemplum della costante discreta ma incisiva presenza della Madre di Dio nella Commedia. La quale espone poeticamente l'Eterno nella saldatura ritmico-plastica della cera, che guarisce la "catacresi" esistentiva e poematica del poeta-pellegrino. Il sigillo, che è Maria stessa, apre il Verbo-Parola. Il verso dantesco è così redatto nel linguaggio dell'ineffabile, espresso dalla gradazione della Luce persuasiva (il "visibile parlare") per l'humilitas di Maria entro il rapporto Madre-figlio-canto-oratio. Lo studio analizza, poi, i luoghi della Commedia in cui compare Maria relazionandoli con le altre opere del Fiorentino e all'interno dell'ampia esamina tra pensiero classico-pagano e pensiero cristiano. Pervenendo alla realizzazione di una riflessione esegetica che va a scavare il portato lirico-dialogico nella singolarità della figura della Madre di Dio, così come Dante ce la porge. Ella è memoria perfetta: la poesia canta Maria nel portato ontologico e nell'azione concreta del proprio incessante incedere nella storia personale e comunitaria dei credente ai quali Dante appartiene. La relazione versificatoria di figura-persona che Dante ha coniato nel suo singolare canto costituisce, all'interno del paradosso proprio della Commedia, una tappa drammaticamente inventiva e, assieme, profondamente ricreativa nel porgere col verso l'inchoatio formae, che nella Vergine si attua costantemente Maria è l'unica figura lirica della Commedia ad essere detta, unitamente al Figlio, nella realtà complessa della sua "persona". E il periglioso viaggio si apre nell'apparente conclusione contrastiva (Vergine-Madre) mediante la quale il poeta si immerge straordinariamente proprio "ne la faccia che a Cristo / più si somiglia" per capire Dio e l'uomo e porgerceli con il mariale lirico.