Libri di Matteo Dalena
Bibliografia di Matteo Dalena: tutti i libri in vendita online editi da Falco Editore
I miei Sud. Scritti civili in prova e in versi Dalena Matteo - Falco Editore, 2013
"'I miei Sud' è un libro concepito secondo una formula frescamente promiscua. Da una parte, vi si mischiano i versi e la prosa, piccoli saggi storici e reportages, racconti e poesie. Dall'altra, la voce dell'autore intermittentemente ricercatore d'archivio, poeta, giornalista - è intercalata da altre voci di cantautori, giornalisti e studiosi. Da un'altra ancora, vi s'intreccia la prospettiva locale, dialettale, ancorata ai paesi della Calabria, a nu paise ca me dà forza ppe ru dumani, a quella globale e plurale dei Sud del mondo... Sulla scia dei grandi maestri di storia della 'gente senza storia' - Natalie Zemon Davis, Carlo Ginzburg, Adriano Prosperi - i testi di Dalena narrano di donne, omosessuali, concubini, ladri, briganti, di vilipesi e ribelli. Tra questi Dalena, lo storico e il giornalista, ci fa girare in compagnia tacita di Brueghel e di De Andrè." (dalla prefazione di Marta Petrusewicz)
Ricovero Umberto I. La prigione degli inutili Dalena Matteo Carelli Alessandra - Falco Editore, 2015
Ci sono prigioni in cui vengono rinchiuse le persone inutili, pur in assenza di reati specifici contemplati dai codici penali. A un primo sguardo, e considerando soltanto la superficie delle cose, l'inutilità è modo dell'essere che non ha spazio nell'ordine sociale; con la sua stessa presenza, lo nega portando una sfida al patto di funzionalità che incasella le persone in ruoli, spazi di potere e di autorità e che vincola a una reciproca utilità. In breve, l'inutilità è negazione dell'esistente e della sua organizzazione sociale. Al tempo stesso e a uno sguardo più profondo, l'inutilità rappresenta quella categoria residuale nel catalogo dei ruoli sociali che deve essere visibile e invisibile allo stesso tempo: deve invisibilizzare chi entro quei confini semantici è trattenuto, ma deve rimanere ben visibile come monito e possibilità di esclusione. 'Umberto I di Cosenza era luogo di segregazione per chi non trovava altre caselle sociali disposte ad accoglierlo; luogo in cui individui, per varie ragioni considerati inutili, entravano in un processo ben organizzato di invisibilizzazione del proprio specifico umano.