Libri di Davidson
Bibliografia di Davidson: tutti i libri in vendita online editi da Edizioni Ets
Pierre Hadot: l'insegnamento degli antichi, l'insegnamento dei moderni Davidson A. I. (Cur.) Worms F. (Cur.) - Edizioni Ets, 2012 - Esercizi Di Pensiero
Grazie alle idee di "esercizi spirituali" e di filosofia come "modo di vita", Pierre Hadot ha profondamente rinnovato la nostra comprensione dei testi classici e, in generale, della filosofia antica. L'importanza della sua opera non si limita però alla rilettura del pensiero antico: per Hadot, infatti, la tradizione antica che intendeva la filosofia non come "costruzione di sistemi" ma come esercizio di vita e di pensiero, possiede tuttora una forte attualità ed è capace di orientare ancora oggi il nostro modo di intendere la filosofia. Questo volume raccoglie gli interventi del convegno in onore di Hadot, che si è tenuto nel 2007 all'École Normale Supérieure di Parigi, ed è il primo dedicato alla sua opera. Esso contiene inoltre una conversazione inedita tra Hadot e Arnold I. Davidson, in cui Hadot mette in luce i rapporti possibili tra pensiero antico e moderno, suggerendo in che modo la filosofia contemporanea può attingere all'esperienza antica, per rinnovarsi ed essere ancora una volta modo di vita.
La vacanza morale del fascismo. Intorno a Primo Levi Davidson A. I. (Cur.) - Edizioni Ets, 2009
Il pensiero, le parole, la testimonianza di Primo Levi sono un paradigma di etica senza moralismo. Già nel 1961, anno di pubblicazione della tavola rotonda sulla questione ebraica che qui riproponiamo, è riconoscibile l'atteggiamento fondamentale di Primo Levi. Si tratta di un'intervista-questionario rivolta, oltre che a Primo Levi, ad altri intellettuali italiani quali Remo Cantoni, Francesco Carnelutti, Cesare Musatti. Un confronto significativo che riesce a "mettere ancora più in luce e giudicare severamente le assurdità e le aberrazioni cui può portare l'anticristiano e antiumano odio razziale". Ed è proprio l'espressione "l'ambiguo clima di vacanza morale che è stato instaurato dal fascismo" che Levi sceglie per metterci in guardia dal rischio delle dimenticanze e dei revisionismi, contro l'abuso di potere, contro ogni culto del capo che nutre in sé il germe della violenza, del sopruso, delle menzogne contro le verità della storia. Questo monito non rappresenta soltanto il dovere della testimonianza di un ex deportato, ma una pratica etica faticosa, ammirevole, dolorosa. Un atto esemplare che apre ad una prospettiva che va ben oltre l'esperienza personale. All'esempio di Levi fanno eco le parole dell'amico Ferruccio Maruffi con cui questo libro si chiude. È una lettera immaginaria scritta a Primo Levi, qualche anno dopo la sua scomparsa.