Libri di Stefano De Matteis
Bibliografia di Stefano De Matteis: tutti i libri in vendita online editi da D Auria M
La Madonna degli esclusi. Indagine sulla cultura rituale di Madonna dell'Arco De Matteis Stefano - D'auria M., 2011
Un volto antico. Una faccia contadina come non se ne vedono più. Gli occhi tristi di chi conosce il male e di chi ha visto le disgrazie e le avversità del mondo. E sul viso la ferita indelebile, lo sfregio insanabile del disprezzo e dell'offesa di una violenza che il mito di fondazione vuole ingiustificata, irragionevole e insensata. Di fianco, il Figlio, che la guarda con un sorriso tra il divertito e l'estasiato, come fosse il pastore della meraviglia che cade in ginocchio davanti alla Nascita. Questo il ritratto della "mamma di tutte le mamme" che i fedeli della Campania intera venerano compiendo uno degli ultimi grandi rituali del Mezzogiorno d'Italia. Questa è la Madonna dei poveri, dei reietti, degli esclusi, degli ultimi. È la Madonna della sofferenza... la Madonna dell'Arco.
Mezzogiorno di fede. Il rito tra esperienza, memoria e storia De Matteis Stefano - D'auria M., 2013 - Religioni & Storia
Un santo ignorante e sciancato che però riesce a volare... Nel chiuso delle celle dei seminari e dei conventi scorre il sangue da corpi martoriati... Le strade si arrossano del sangue dei devoti che si fustigano pubblicamente in segno di pentimento... Le scene sono quelle di un cannibalismo diffuso: la devozione popolare lascia una scia di sangue che dal Seicento arriva fino ad oggi con gli ultimi riti penitenziali eseguiti da battenti a sangue. Nello stesso tempo procedure devozionali utilizzano resti umani per comunicare con l'aldilà: crani e teschi non sono solo simboli ma vere e proprie antenne per mettersi in contatto con un mondo ultraterreno che però l'immaginario devoto fa somigliare alla vita di tutti i giorni. Una religiosità non sempre ben vista dalla chiesa, anzi spesso ostacolata e combattuta, fatta di riti e culti, di narrazioni e di storie che si riproduce grazie all'esperienza, vive nella memoria e si alimenta delle tragedie della storia. Almeno finché pratiche di profilassi museale non l'hanno tolta ai fedeli per affidarla al gusto onnivoro e indifferente dell'attuale turismo di massa.