Libri di Stefano De Rosa
Bibliografia di Stefano De Rosa: tutti i libri in vendita online editi da Polistampa
Visani De Rosa Stefano - Polistampa, 2004
"Dalla sua Marradi ha attinto l'orgoglio necessario per essere uomo fra gli uomini; con serietà, senza inutili estetismi o cadute in un facile intimismo. Non si pensi, però, che la sua pittura sia drastica e diretta. Visani sa farsi spazio fra l'eleganza e la sintesi; specialmente quando si cimenta con i paesaggi, riesce a restituire un'idea essenziale della natura. Il segno si fa libero e dinamico; [...]. I suoi paesaggi trattengono una sincopata musicalità, sono attraversati da un versatile dinamismo che condensa la conoscenza preziosa delle avanguardie storiche" (Stefano De Rosa). Il volume è il Catalogo della mostra di Firenze (Museo Marino Marini, 18 giugno-31 luglio 2004).
Renato Alessandrini. Realtà del segno, realtà del colore De Rosa Stefano - Polistampa, 2004
"Se confrontata con altre mostre, questa rassegna fiesolana presenta una novità. L'opera di Alessandrini è infatti presentata come un complesso sistema di vasi comunicanti. I quadri ad olio si specchiano nelle belle geometrie delle incisioni, e queste sono riprese e rivitalizzate dalla fresca immediatezza degli acquerelli. Si osservano le migrazioni di Alessandrini da una tecnica all'altra, avendo come comune denominatore un medesimo soggetto. È così fonte di stupore osservare l'opera di arricchimento, o di semplificazione, da un dipinto a un'acquaforte, o viceversa" (Stefano De Rosa). Il volume è il catalogo della mostra di Fiesole (Palazzina Mangani, 24 gennaio - 22 febbraio 2004).
Alessandro Goggioli. Tele dipinte, storie giocate. Ediz. illustrata De Rosa Stefano - Polistampa, 2006
È il catalogo della mostra tenutasi a Fiesole (Museo Civico Archeologico Teatro Romano) dal 16 dicembre 2006 all'8 gennaio 2007 e riproduce a colori tutti gli 82 acrilici su tela lì esposti. La pittura di Goggioli nasce dall'assimilazione critica di molte fonti: da Seurat, dal tocco magico, rivelatore di un universo ancora in parte inesplorato, da Ensor, neutralizzato nei suoi umori più corrosivi, dai maestri quattro e cinquecenteschi. In alcuni casi la fonte è rivelata, in modo da rendere esplicito il sottile gioco di allusioni operato dal pittore; più spesso, invece, resta celata in modo da rendere ancora più godibile la sciarada offerta ai nostri occhi. L'universo dipinto dall'artista è fatto di bambole, pompieri e soldatini, disaccorti automobilisti, ciclisti e personaggi vari, tutti rigorosamente di latta, ritratti con una tecnica precisa e raffinata. Per Goggioli il destinatario naturale delle sue opere è l'anima infantile residuale che continua a vivere negli uomini, anche una volta che sono diventati adulti. Egli ha imparato a giocare il gioco dell'arte, ha ironia per mischiare serio e faceto, ha mestiere per variare i temi di una pittura nella quale i giocattoli convivono con la memoria dei capolavori del passato. Tutti i suoi quadri, con il timbro della piacevolezza, nascondono spesso critiche al mondo contemporaneo, alla politica, oppure riflettono, con pacatezza tutt'altro che imbelle, sulla condizione dell'uomo e dell'arte.