Libri di Giuseppe Del Torre
Bibliografia di Giuseppe Del Torre: tutti i libri in vendita online editi da Franco Angeli
A questo scopo Franco Angeli vuole creare una forma di editoria aziendale, la prima nel panorama italiano. Il catalogo, da sempre, intende offrire gli strumenti necessari alla conoscenza di nuovi modelli e alla formazione e aggiornamento dei nuovi quadri. Con questa idea, l’editore Franco Angeli ha assunto posizione di leadership in questo specifico argomento, costruendo un catalogo di oltre 1.000 titoli e che porta decine di novità annuali.
Tantissimi titoli dedicati ai metodi di gestione e funzioni del sistema azienda: marketing, produzione, finanza e gestione del personale, logistica e approvvigionamenti. Decine di manuali di autoformazione su tutte le abilità manageriali, che hanno consacrato Franco Angeli come editore professionale di management
Altra area piuttosto corposa a cui si dedica la casa editrice è quella che ruota attorno alla pubblicazione di testi di ricerca e di approfondimento in una serie di discipline universitarie. Collane dedicate alle ricerche di economia, ma anche psicologia, sociologia, antropologia, pedagogia, storia, filosofia, architettura, urbanistica, informatica e diritto del lavoro. FrancoAngeli rappresenta oggi un punto di riferimento: la più grande biblioteca specializzata del nostro paese.
Venezia e la terraferma dopo la guerra di Cambrai. Fiscalità e amministrazione (1515-1530) Del Torre Giuseppe - Franco Angeli, 1986 - Storia-Studi E Ricerche
Venezia e la terraferma dopo la guerra di Cambrai. Fiscalità e amministrazione (1515-1530) - Franco Angeli
Patrizi e cardinali. Venezia e le istituzioni ecclesiastiche nella prima età moderna Del Torre Giuseppe - Franco Angeli, 2010 - Storia-Studi E Ricerche
Nel corso del Quattrocento il dominio veneziano si estese dalla Lombardia al Friuli. Il governo di una realtà così complessa impose scelte difficili. L'espansione era stata in primo luogo determinata dall'esigenza di tutela della città mercantile e dei suoi commerci mediterranei attraverso la costruzione di un ampio retroterra. Era una necessità difensiva non centrata su una consapevole volontà di costruzione statale, che aveva determinato nei primi decenni una certa oscillazione nelle opzioni di fondo circa la politica fiscale, l'amministrazione della giustizia, le questioni ecclesiastiche. Tali elementi sono al cuore della ricerca di Giuseppe Del Torre che soprattutto rivolge l'attenzione ai temi dei benefici ecclesiastici tanto importanti per il prestigio e l'autorità che attribuivano a chi li deteneva, ma anche strumento di controllo delle 'fedeltà' locali, dell'ordine pubblico. Occorreva consentire che in quei decisivi gangli della vita dello stato potessero sedere sudditi dello stato da terra, o, al contrario, era opportuno decidere che, proprio nel campo della politica beneficiale, si dovesse imporre il marchio della sovranità, attraverso una sorta di 'privativa' a favore dei veneziani? Per risolvere tali interrogativi la ricerca si muove su un duplice livello. Da una parte, quello generale delle relazioni tra Stato e Chiesa. Dall'altra le storie individuali e di famiglia.
Patrizi e cardinali. Venezia e le istituzioni ecclesiastiche nella prima età moderna Del Torre Giuseppe - Franco Angeli, 2010 - Storia-Studi E Ricerche
Nel corso del Quattrocento il dominio veneziano si estese dalla Lombardia al Friuli. Il governo di una realtà così complessa impose scelte difficili. L'espansione era stata in primo luogo determinata dall'esigenza di tutela della città mercantile e dei suoi commerci mediterranei attraverso la costruzione di un ampio retroterra. Era una necessità difensiva non centrata su una consapevole volontà di costruzione statale, che aveva determinato nei primi decenni una certa oscillazione nelle opzioni di fondo circa la politica fiscale, l'amministrazione della giustizia, le questioni ecclesiastiche. Tali elementi sono al cuore della ricerca di Giuseppe Del Torre che soprattutto rivolge l'attenzione ai temi dei benefici ecclesiastici tanto importanti per il prestigio e l'autorità che attribuivano a chi li deteneva, ma anche strumento di controllo delle 'fedeltà' locali, dell'ordine pubblico. Occorreva consentire che in quei decisivi gangli della vita dello stato potessero sedere sudditi dello stato da terra, o, al contrario, era opportuno decidere che, proprio nel campo della politica beneficiale, si dovesse imporre il marchio della sovranità, attraverso una sorta di 'privativa' a favore dei veneziani? Per risolvere tali interrogativi la ricerca si muove su un duplice livello. Da una parte, quello generale delle relazioni tra Stato e Chiesa. Dall'altra le storie individuali e di famiglia.