Libri di Silvia Dello Russo
Bibliografia di Silvia Dello Russo: tutti i libri in vendita online editi da Apostrofo
Cocktale mon amour Dello Russo Silvia - Apostrofo, 2021
Il legame sensualità - cocktail è un fenomeno culturale che nasce nei meandri della movida metropolitana senza freni e proiettato verso il futuro, ma con solide radici. Basti pensare da dove nasce il termine movida (antifranchismo) e la suggestione dei cocktail associati a personaggi leggendari. Il Martini cocktail a Hemingway (per lo scrittore americano il migliore al mondo si poteva bere al Ritz di Parigi), il Bloody Mary a Orson Welles, il Margarita a Jack Kerouac, il Bollemaker a Charles Buckowski. Intramontabile il detto di Hemingway "My Mojito in La Bodeguita and my Daiquiri in El Floridita", una frase che voleva celebrare due storici bar che erano stati capaci di inventare due altrettanti storici cocktail. Anche il cinema ha contribuito a rendere mitici molti cocktail, a partire dal vodka-Martini, agitato non mescolato, di James Bond per arrivare al Wthite Angel di Colazione da Tiffany. Il bartender, il barman intrattenitore, stordisce il suoi clienti con i miscugli alcoolici favorito dalle accecanti ombre psichedeliche e dalle assordanti note del DJ. In questo connubio cocktail - alcool -musica - luci - avance, il sesso diventa un'inevitabile chiusura del cerchio.
Arno Schmidt e la sua lingua in «Zettels Traum». Nuova ediz. Dello Russo Silvia - Apostrofo, 2018
Lo studio di Silvia Dello Russo "Arno Schmidt e la sua lingua in Zettels Traum" è precipuamente dedicato al primo libro "Das Schauerfeld, oder die Sprache von Tsalal" (Il Schauerfeld o la lingua di Tsalal) del celebre romanzo "Zettels Traum" di Arno Schmidt (1914-1979), un autore che si è imposto nel panorama della letteratura tedesca del dopoguerra come capostipite delle sperimentazioni linguistiche fiorite tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Schmidt varca la soglia del "Reich der Worte" (Regno delle parole), ne cattura la potenza e in tal modo dispiega per buona parte degli anni Sessanta tutta la sua creatività nella stesura di un romanzo che verrà salutato dalla critica ufficiale come "un vero e proprio trauma letterario", come "uno shock tipografico" riconducibile al layout (tre colonne con una caduta principale di testo, chiose laterali, correzioni a mano, segni grafici, formule matematiche) scelto volutamente dall'autore per un totale di 1350 pagine in formato DIN A3.