Libri di Georges Didi Huberman
Bibliografia di Georges Didi Huberman: tutti i libri in vendita online editi da Electa
George Didi-Huberman su Giuseppe Penone Didi-Huberman Georges - Electa, 2008 - Pesci Rossi
"Pesci rossi" si intitola una fortunata raccolta di scritti di Emilio Cecchi, che vide la luce nel 1920. Pochi anni prima Cecchi, in occasione della mostra della Secessione Romana, aveva avuto modo di ammirare I pesci rossi di Matisse: al quadro, così moderno nell'estetica delle forme e nella profondità delle allusioni, e alla mostra, lo scrittore dedicò un breve articolo e qualche annotazione sparsa dei suoi taccuini, suscitando l'interesse e la curiosità dei suoi lettori, di altri critici del suo tempo, e perfino della famiglia reale. Sì che da allora, e per qualche tempo, pesci rossi allusero proprio a quei brevi saggi, a quelle colte divagazioni del tipo ricordato. Ci è piaciuto riproporre quella stessa tecnica dello scrivere, un saggio breve illustrato, che abbia per argomento un artista, un'opera, una città, un monumento. O altro ancora, sempre connesso alla materia di cui trattiamo, la storia dell'arte. In questo volume l'arte di Giuseppe Penone, artista e scultore italiano.
Il cubo e il volto. A proposito di una scultura di Alberto Giacometti. Ediz. illustrata Didi-Huberman Georges - Electa, 2008 - Fiori Blu
Questo saggio costituisce la prima monografia intrapresa intorno alla scultura più strana, più atipica di Giacometti, il cubo, considerato l'unico oggetto astratto dell'artista. Fatto inesplicabile in un'opera votata, apparentemente, alla "ricerca della realtà". L'insieme delle domande, ipotesi e analisi formali e storiche con cui questo libro letteralmente circonda l'oggetto, aprirà al lettore delle prospettive del tutto nuove. Lo studio minuzioso di Didi-Huberman, infatti, permette di scoprire nel cubo un oggetto dallo statuto paradossale; un'eccezione, un'opera chiusa su se stessa e senza discendenza stilistica, un prisma nel quale Giacometti articola alcuni dei paradigmi essenziali della sua arte: il rapporto dei corpi con la geometria, la questione della dimensionalità, la separazione del viso dal cranio, l'iconografia della melanconia e infine la problematica del ritratto che obbliga, di fronte a questa scultura, a formulare la nozione inedita di 'antropomorfismo astratto'. Un volume per gli appassionati di arte e scultura contemporanee, guardate attraverso numerose sfaccettature antropologiche e filosofiche.
Sculture d'ombra. Aria polvere impronte fanasmi. Ediz. illustrata Didi-Huberman Georges - Electa, 2009 - Pesci Rossi
Il primo studio di Parmiggiani è stato, per sua stesa ammissione, "deserto di nebbia, un paesaggio melanconico, un luogo che mi ha provato e che mi è rimasto dentro molto forte". Un creatore di luoghi raffinati, il cui studio va pensato come una delocazione , una trasformazione dell'ambiente (con l'aria, la nebbia, l'atmosfera che gli appartengono) in un paesaggio della psiche, in un carattere stilistico e in un'impronta intima. Delocazione non come assenza di luogo ma spostamento di esso, sperimentazioni sui processi di impronta e il ritiro delle cose. È un soffio di cenere a generare questi movimenti: distacco che invade lo spazio e lo configura con un'impronta sottile. Nasce così un luogo per il distacco del colore e l'assenza di oggetti dove l'aria è medium e componente essenziale dell'opera. Didi-Huberman, maestro del pensiero francese contemporaneo, affascinato dal soffio che distrugge lo spazio familiare e insieme produce il luogo dell'opera, analizza così il lavoro di Parmiggiani, tracce di una memoria in cui la storia della pittura si imbatte nei fantasmi di Hiroshima.