Libri di Sivilli Domenico
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Il respiro delle ombre Sivilli Domenico - Luoghinteriori, 2023 - Interline@
Quando l'ombra ci sussurra, ci parla, e disorientati non sappiamo come reagire, nella mente prevale l'unico residuo della nostra natura animale: l'istinto. Il respiro delle ombre esplora le profondità dell'animo umano attraverso le indagini del commissario Vernant e dell'ispettrice Abani sull'omicidio di un anziano rigattiere, ucciso nel suo negozietto dopo aver stilato un elenco di sette nomi. Si tratta di persone a cui restituire, per qualche ignota ragione, cimeli personali o di famiglia. Nel fitto intreccio di eventi e colpi di scena, uniti alla vecchia storia della misteriosa sparizione di un bambino, sarà proprio la bottega, memoria storica del piccolo borgo di Altendorf, a rivelarsi l'unico punto fermo: i suoi ciarpami, custodi di ricordi inquietanti, sembreranno ombre vive, intente a diffondere come un virus i passati orrori che in troppi non hanno saputo seppellire. Quello del romanzo sarà perciò un viaggio spettrale, attraverso le vie del paese e la complessa psiche dei protagonisti, capace di tenere il lettore con il fiato sospeso, al punto da fargli sentire sul collo il respiro dell'ombra che lo circonda.
Materia narrante. Il corpo, la mente e la costruzione del senso Sivilli Domenico - Luoghinteriori, 2021 - Saggi Li
«Non siamo una mente che usa un corpo come contenitore, uno spettro infilato dentro un automa. Siamo un corpo senziente e pensante, coscienza e pensiero sono una realtà biologica. La "materia" non è la nostra parte deteriore, anzi non è neppure una parte, è il nostro tutto. Ma materia vivente, anzi, appunto come dice il bellissimo titolo, Materia narrante. L'uomo è l'essere che si racconta: il punto fondamentale è questo. Che si racconta continuamente a se stesso, in quel parlare di sé a sé che è la coscienza, che si racconta ad altri, e ad ognuno diversamente, e ad ognuno diversamente da come si racconta a sé. E questo raccontarsi è anche, anzi soprattutto, un progettare, un decidere, un indirizzarsi nella continua e infinita conquista del "non ancora". Il racconto dà senso, il senso è nel racconto: non c'è un fine né una fine al di là di esso. E il racconto può essere trasmesso, ereditato, persino rubato. Non raccontiamo solo noi stessi, raccontiamo tutti quelli - e in qualche modo sono tutti, proprio tutti gli esseri umani - che nel nostro racconto sono entrati o che del nostro racconto hanno posto, magari in maniera immemoriale, le basi. È l'umanità intera che si racconta a se stessa, costruendosi come realtà narrativa. E raccontandosi racconta tutto, racconta il tutto, e a tutto, al tutto dà senso».