Libri di Corrado Dottori
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Non è il vino dell'enologo. Lessico di un vignaiolo che dissente Dottori Corrado - Deriveapprodi, 2019 - Habitus
Corrado Dottori è un vignaiolo che produce Verdicchio e non solo sulle colline marchigiane. È approdato alla vigna dopo essersi licenziato da un posto garantito in una grande banca internazionale. E da alcun anni fa il contadino. Cosa significa fare ed essere un agricoltore agli albori del Terzo millennio? Come si fa agricoltura? Cos'è un ambiente? Quali sono le relazioni tra un coltivatore e un sistema vivente quale la vigna? Quale vino produrre? Questo lessico per un'altra «contadinità» ne è la risposta. Un viaggio dentro il mondo della vigna e dentro la vita di chi se ne prende cura. Che passa per la cantina e gli scaffali di vendita. Per la critica del gusto e la storia della produzione vitivinicola nel Novecento. Per l'enologia e Luigi Veronelli. Per le grandi fiere del vino e i terroir. Una riflessione lungo i sentieri che partono dalla «natura» e sfociano in un prodotto di «artificio» quale una bottiglia. Articolato nella forma di un lessico, questo libro è anche il racconto di ciò che definisce il mondo del vino ma che non trova spazio nelle guide o nei manuali sul bere. E per leggerlo, non serve essere esperti, conoscitori, bevitori o sommelier, basta lasciarsi andare alla linfa che scorre in queste pagine e che ci trascina da un tralcio di vite a una diversa visione dell'ambiente e della natura, a un'ecologia tutta da costruire. "Non è il vino dell'enologo" è un libro spartiacque per la nascita di una sensibilità oggi diffusa che, a partire dal vino e dalla critica del gusto, ha proposto nuove forme di agricoltura e di relazione con l'ambiente. Questa ne è la nuova edizione.
Come vignaioli alla fine dell'estate. L'ecologia vista da una vigna Dottori Corrado - Deriveapprodi, 2019 - Habitus
Si può parlare di ecologia partendo da una vigna? È ciò che fa con questo libro Corrado Dottori, vignaiolo marchigiano i cui vini «naturali» sono noti in tutto il mondo. In un «quaderno di campagna» che raccoglie un anno di lavori agricoli - dall'assaggio dei vini alle analisi dei terreni, dalla meteorologia alle vinificazioni, dalle acidità alle fermentazioni -si fa largo un'interrogazione sulla natura e su quel complesso sistema chiamato «vita» all'interno del quale si colloca il lavoro di ogni agricoltore. Le più stringenti questioni del dibattito ecologico contemporaneo - dal riscaldamento climatico all'impatto delle attività umane sul pianeta, dall'esaurimento delle risorse alla capacità di adattamento della vita vegetale - si intrecciano a una narrazione quotidiana fatta di osservazione e meraviglia per un ambiente naturale con il quale la tecnica e il sapere umani della coltivazione interagiscono e che contribuiscono a creare. Questo luogo è qui semplicemente una vigna. E da questo punto di osservazione privilegiato, Corrado Dottori saprà condurre il lettore lungo una strada capace di guardare con grande poetica alla natura. Nel tentativo di ridurre lo scarto che da essa ci separa, spunteranno i vini «di un vignaiolo che dissente»: con la loro estetica ci ricordano che un altro mondo è davvero possibile.
Non è il vino dell'enologo. Lessico di un vignaiolo che dissente Dottori Corrado - Deriveapprodi, 2012 - Habitus
Corrado Dottori è un vignaiolo che produce Verdicchio e non solo sulle colline marchigiane. È approdato alla vigna dopo essersi licenziato da un posto garantito in una grande banca internazionale. E oggi fa il contadino. Cosa significa fare ed essere un agricoltore agli albori del Terzo millennio? Come si fa agricoltura? Cos'è un ambiente? Quali sono le relazioni tra un coltivatore e un sistema vivente quale la vigna? Quale vino produrre? Con quali tecnologie e per ottenere quale gusto? Questo lessico per un'altra "contadinità" ne è la risposta. Un viaggio dentro il mondo della vigna e dentro la vita di chi se ne prende cura. Che passa per la cantina e gli scaffali di vendita. Per la critica del gusto e la storia della produzione viti-vinicola nel Novecento. Per l'enologia e Luigi Veronelli. Per le grandi fiere del vino e i terroir. Una riflessione lungo i sentieri che partono dalla "natura" e sfociano in un prodotto di "artificio" quale una bottiglia di vino. Articolato nella forma di un lessico, questo libro è anche il racconto di ciò che definisce il mondo del vino ma che non trova spazio nelle guide o nei manuali sul bere. E per leggerlo, non serve essere esperti, conoscitori, bevitori o sommelier, basta lasciarsi andare alla linfa che scorre in queste pagine e che ci trascina da un tralcio di vite a una diversa visione dell'ambiente e della natura, a un'ecologia tutta da costruire.