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Frammenti di letteratura giudaica peritestamentaria. Giubilei 1-21. Oracoli sibillini (Prologo, Libri I, III, IV, V; Frammenti 1-3) Erbetta Mario Rizzi G. (Cur.) - Il Pozzo Di Giacobbe, 2009 - Scripturae
Il Libro dei Giubilei gli Oracoli Sibillini della Sibilla giudaica appartiene alla letteratura giudaica peritestamentaria, in quanto composta prevalentemente a partire dall'epoca ellenistica fino a quello della prima diffusione del cristianesimo, intorno all'epoca di stesura ultimativa dei testi sacri per il giudaismo e per il cristianesimo. Il Libro dei Giubilei noto soprattutto attraverso la sua antica versione etiopica e caro alla chiesa cristiana etiopica, è un'opera originariamente giudaica. Nel suo riscrivere la storia sacra della Genesi e di parte dell'Esodo, focalizza temi d'interesse vitale per le comunità giudaiche del suo tempo. Mario Erbetta aveva potuto tradurre l'opera fino al capitolo 21,26. Gli Oracoli sibillini, già curati da Erbetta per quanto di essi appartiene agli Apocrifi del Nuovo Testamento, hanno anche una parte attribuita alla "Sibilla giudaica". La traduzione dal testo greco, dello stesso studioso, consente di comprendere questa parte degli oracoli come espressione di un giudaismo credente, che ha inculturato la sua fede attraverso un genere letterario pagano.
La Vittoria del re fratello. Un'interpretazione di 1 Sam 17,1-18,5 El-'Azar Ben-Hassullam Mattanyahu Yitzaq - Il Pozzo Di Giacobbe, 2010 - Respirare La Parola
il libro nasce da un'esperienza di vivo contatto con la Parola che è il nutrimento quotidiano di una vita monastica ancorata alla lectio divina. Il metodo, descritto nei suoi passaggi fondamentali, accompagna il lettore a scoprire i segreti del tema della fraternità ferita dall'invidia dell'eletto che riceve la difficile missione della riconciliazione. Impresa cui è chiamato Davide per ricompattare il popolo di Dio nel segno della concordia, come mostra la narrazione di 1 Sam 17che con il suo sapiente chiaroscuro, prefigura l'unigenito Figlio di Dio, Signore e Salvatore dei suoi fratelli che, malati d'invidia, hanno cercato di liberarsi di lui.