Libri di Costa Enzo
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Élites e populismo. La democrazia nel mondo della vita Costa Vincenzo - Rubbettino, 2019 - Università
Questo lavoro cerca di delineare una serie di strategie possibili atte a governare i processi di trasformazione politica in corso attraverso un incremento di democrazia invece che attraverso un suo abbandono o smantellamento. Il libro cerca di sostenere che abbiamo bisogno di più sovranità popolare, di migliore qualità, maggiormente fruibile e agibile, e che ad essere entrata in crisi non è la democrazia in quanto tale, ma la democrazia delle élites. Questa non è la democrazia liberale, ma il suo uso elitario, che consiste nello svuotamento della sovranità popolare. Il populismo va allora compreso all'interno e a partire dall'output disfunzionale prodotto da una relazione malata tra élite e moltitudine. Non siamo dunque davanti alla fine della democrazia, ma al declino della democrazia delle élites, di cui il populismo è la conseguenza. Su questa base viene esplicitata la solidarietà sistematica tra élites e populismo: entrambi, in modi diversi, impediscono la circolazione del senso e bloccano i processi democratici attraverso cui una moltitudine si costituisce in popolo.
Il cerchio e l'ellisse. Husserl e il darsi delle cose Costa Vincenzo - Rubbettino, 2007 - Saggi. Fenomen. E Filos. Dell'esperienza
L'epoca moderna si apre richiamandosi al principio di soggettività. Tutto ciò che appare deve manifestarsi a un soggetto. E tuttavia, proprio questa riconduzione al soggetto finisce per dissolvere la nozione stessa di razionalità, in quanto il reale e l'oggettivo (le cose) vengono confuse con gli atti soggettivi in cui si manifestano. Così, il mondo stesso e le cose del mondo divengono eventi mentali, qualcosa che accade "dentro" la coscienza. In questo libro, a partire da una lettura del percorso filosofico husserliano, ci si interroga sulle ragioni che hanno prodotto questo tipo di deriva, e si indica che, nel padre fondatore della modernità, in Descartes, non vi è una riduzione alla coscienza, ma una riduzione della coscienza, e dunque che la sua nozione di evidenza si installa sulla rimozione della manifestatività delle cose. Vengono così reinterpretati e rivisitati, a partire da Husserl, le nozioni fondamentali della filosofia moderna: sensazione, evidenza, datità, trascendentale, soggettività, immanenza, trascendenza, idealismo, realtà, seguendo però sempre come traccia l'idea secondo cui se il reale si costituisce in una coscienza questo non significa che la coscienza lo costruisca, ma, più semplicemente, che essa è il luogo dell'accogliere, in cui il reale si annuncia.