Libri di Giuseppe Esposito
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Corelli e la malagiustizia. Le indagini del commissario Corelli Esposito Giuseppe - D&P Editori, 2017
Il successo conseguito nella sua indagine di Bracigliano aveva guadagnato a Gennaro Corelli la stima del Segretario di Stato di Grazia e Giustizia, sua eccellenza Carlo De Marco e l'amicizia del marchese Miroballo e dell'avvocato La Porta, che aveva chiesto il suo intervento. La sua carriera, dopo anni di stagnazione, aveva ricevuto un salutare impulso. Era stato nominato commissario del quartiere Avvocata, un quartiere che stava arricchendosi di nuovi edifici architettonicamente pregevoli. Aveva lasciato il suo tetro appartamentino nei pressi di Santa Caterina a Formiello per uno più nuovo e luminoso nel nuovissimo palazzo Costantino alla Costigliola, non lontano dalla salita dell'Infrascata. La strada che menava al Vomero dove molte famiglie nobili avevano costruito le loro residenze di campagna. Il suo stipendio era cresciuto da 240 ducati annui ai quattrocento. Il suo ufficio era posto nei pressi della chiesa di San Giuseppe dei nudi sulla collina di san Potito. Dopo quell'episodio la sua vita aveva preso a scorrere in maniera regolare tra cause e processetti riguardanti essenzialmente liti sorte per motivi ereditari, richieste di sfratto di proprietari contro inquilini moro.
Delitto a palazzo. Le indagini del commissario Corelli Esposito Giuseppe - D&P Editori, 2017
L'abitazione era piuttosto misera, un vano buio e privo di altre aperture oltre la porta di ingresso. Al centro della stanza, ampia, triste e disadorna, di una casa di povera gente, era stato allestito il feretro. Cinto da quattro candele con in testa una croce di metallo che, alla luce tremolante dei ceri, mandava freddi riflessi metallici. Tutt'intorno donne vestite di nero. Gli uomini sulla soglia o sparsi nel cortile a fumare, taciturni e cupi, ognuno immerso nei propri pensieri, su quel delitto strano, incomprensibile. Solo una delle donne presenti piangeva silenziosamente, la madre della giovane stesa sul catafalco al centro dell'ambiente. Le altre sembravano più sorprese, atterrite che addolorate. Lucia, questo il nome della giovane, era stata ritrovata sulla via per Avellino, in un fosso, priva di vita. I sospetti erano stati fatti cadere su un giovane che era stato il suo innamorato prima che il marchese Miroballo la prendesse in casa sua, l'antico castello, trasformato in residenza nobiliare da suo nonno, come cameriera personale della moglie, la marchesa Teresa. Il trasferimento della giovane a palazzo aveva segnato la fine del suo rapporto con l'innamorato.