Libri di Fabbri
Bibliografia di Fabbri: tutti i libri in vendita online editi da Franco Angeli
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791259746962 Imparo le lettere. Con adesivi
- 9791259746955 Imparo i numeri. Con adesivi
- 9788892987975 Pier Paolo Pasolini
Le sfide della città interculturale. La teoria della resilienza per il governo dei cambiamenti Fabbricatti Katia - Franco Angeli, 2013 - Edilizia. Studi
I cambiamenti in atto a livello globale (urbanizzazione, migrazioni, cambiamento climatico, ecc.) incidono profondamente sul sistema città, amplificandone il degrado fisico ed il disagio sociale. Le perturbazioni sono di tale rilevanza da mettere in crisi l'organizzazione urbana esistente e innescare trasformazioni profonde cui è necessario dare risposte innovative e condivise. A partire dall'analisi della letteratura di settore, la ricerca indaga le potenzialità della teoria della resilienza offerte al campo del recupero edilizio ed urbano. Il considerare la città quale sistema adattivo complesso consente, infatti, di esplorare nuovi scenari di sviluppo socio-urbano capaci di condurre a processi virtuosi di crescita. Lo studio affronta il tema dell'immigrazione nel meridione d'Italia, proponendo, attraverso la sperimentazione sul caso del mercato etnico di via Bologna, nei pressi della stazione centrale di Napoli, un percorso di analisi e di indirizzo alle decisioni basato sugli strumenti sviluppati nel campo dei sistemi socio-ecologici dalla Resilience Alliance. La procedura elaborata fornisce una guida per la comprensione delle dinamiche di trasformazione della città indotte dal fenomeno migratorio e per la definizione di strategie urbane mirate all'integrazione tra genti e culture diverse.
Investimento sociale e welfare society. La morfogenesi della Croce Rossa Italiana Fabbri Alessandro - Franco Angeli, 2019 - Sociologia, Cambiam. E Pol. Soc.Ricerche
La sociologia del welfare è, per sua natura, fortemente connotata da un approccio interdisciplinare. L'analisi delle politiche, degli apparati e delle organizzazioni che producono benessere per i cittadini non può prescindere da una forte integrazione con l'economia, la politologia e la storia. Con questa impostazione, da oltre mezzo secolo i sociologi del welfare analizzano e interpretano le politiche sociali del passato e del presente, elaborando modelli idealtipici per comprendere logiche e funzionamento dei welfare states esistenti nei vari Paesi, e tracciano strategie innovative verso il futuro per superare le sfide prodotte dai mutamenti della società. Nel contesto attuale, ricco di nuovi problemi e opportunità per la classe politica, e di stimoli per la comunità scientifica, si inserisce il caso concreto della Croce Rossa, un'organizzazione umanitaria laica esistente da oltre 150 anni e presente in 190 Paesi attraverso le proprie Società Nazionali. La sua nascita si intreccia con quella del moderno welfare state, e oggi è parte del sistema di welfare di numerosi Paesi, in forme e con ruoli di volta in volta diversi. La Croce Rossa Italiana (CRI), in particolare, ha avuto a lungo un rapporto molto stretto con lo Stato, anche a causa del suo status più che decennale di ente pubblico. Tuttavia recentemente una nuova regolazione normativa, avviata nel 2012 e conclusa con la cosiddetta "riforma del Terzo Settore" (2016-17), ha attribuito alla CRI, a pieno titolo, lo stato giuridico di Ente di Terzo Settore (ETS). Il presente lavoro costituisce uno studio di caso sociologico avente come oggetto la CRI, non soltanto per ricostruirne la morfogenesi in quanto ETS, ma soprattutto per identificarne i punti di forza e di debolezza, nonché le opportunità e le minacce che dovrà affrontare nel prossimo futuro. Dalle più tradizionali attività di soccorso nelle emergenze nazionali e internazionali, a un sempre più marcato impegno assistenziale, fino a una embrionale partecipazione alle politiche di investimento sociale, la CRI emerge oggi come una realtà di primo piano nella welfare society.
La lezione taciuta. Il rapporto tra Ferdinand Tönnies ed Émile Durkheim: influenze e critiche Fabbri Alessandro - Franco Angeli, 2025 - Laboratorio Sociologico
Fra i classici del pensiero sociologico, Émile Durkheim (1858-1917) occupa senz'altro un posto d'onore per il suo ruolo cruciale nello sviluppo della disciplina nel periodo compreso fra 1870 e 1914, che fu ribollente di stimoli culturali e di prospettive di consolidamento per nuove scienze. La vivacità di tale periodo, tuttavia, consistette anche in polemiche, critiche, rivalità e scambi dialettici. Durkheim fu un protagonista assoluto anche in questo senso: sono note le sue schermaglie con personalità di rilievo dell'élite intellettuale della Francia della Terza Repubblica. È invece meno noto che egli incrociò la strada di un altro "padre fondatore" della sociologia: Ferdinand Tönnies (1855-1936). Anche in questo caso si trattò di un incontro che ebbe esiti polemici, soprattutto da parte di Tönnies. Tale incontro ebbe inizio con le rispettive "opere prime": Gemeinschaft und Gesellschaft (1887) e De la division du travail social (1893). Fra queste due opere esiste infatti un legame particolare, del quale tuttavia è rimasto impresso nella memoria collettiva dei cultori della materia essenzialmente un aspetto: l'uso opposto che, in esse, i due autori fecero degli aggettivi "organico" e "meccanico". Questo libro è il frutto di un lavoro di indagine che ha preso avvio da tale dicotomia, ha approfondito la conoscenza del rapporto fra i due grandi sociologi e fra le rispettive opere, ed infine è confluito in una rassegna ragionata delle interpretazioni di tale rapporto sviluppate dagli studiosi delle generazioni successive, allo scopo di presentare un punto di vista originale, plausibile e ben documentato.