Libri di Antimo Farro
Bibliografia di Antimo Farro: tutti i libri in vendita online editi da Cedam
Il mondo in un quartiere. Migrazioni internazionali Esquilino Roma-centro. Culture interessi e politica Farro Antimo Luigi - Cedam, 2020
Negli anni 2000 la popolazione mondiale supera i 7 miliardi e i migranti internazionali sono ogni anno oltre 200 milioni. Sono in buona parte persone che partono da un paese dell'Asia o dell'Africa per approdare in un altro dello stesso continente. I flussi migratori intercontinentali in partenza da Asia, Africa, America Latina ed Est Europa hanno come mete privilegiate Nord America ed Europa Occidentale. La stessa Italia è meta di flussi provenienti principalmente da Africa, Asia e dall'Est Europeo. Il libro analizza dati, senso e significati di queste migrazioni internazionali. Ne documenta sviluppi planetari e approdi in Italia. Approdi che includono il territorio di Roma Capitale e del suo Rione Esquilino. "Quartiere" del centro storico che è divenuto luogo simbolico dell'immigrazione a Roma, di confronti tra interessi e tra culture, di sfide sociali e relazioni politiche proprie delle trasformazioni di portata planetaria della realtà sociale contemporanea. Confronti, sfide e relazioni configurate modellando socialmente, culturalmente e politicamente la struttura urbanistica di Esquilino realizzata tra fine XIX e inizio XX secolo. Ne sono parte attiva residenti autoctoni - con significative quote di classe media - migranti, per lo più cinesi e bangladesi, che vi risiedono, lavorano o studiano, vi hanno installato negozi e altri esercizi. Tutti, migranti e non, vitalizzano un'area con reperti archeologici, Basiliche Vaticane, Scuole, Università e centri di ricerca, ma anche con rilevanti segni di degrado urbano e destrutturazione sociale. La presenza di migranti cinesi a Roma rimanda nel libro all'evoluzione di flussi migratori avviati a fine XIX secolo, interdetti nella RPC di Mao Zedong e ripresi con la leadership Deng Xiaoping. Il loro arrivo in Italia prende rilievo da fine XX secolo con l'inserimento nel paese di cittadini RPC, lavoratori, imprenditori di aziende -connesse a volte a imprese locali- anche partecipi dell'espansione planetaria dell'economia cinese. Presenze di cittadini e aziende di cui si analizzano in Italia e a Esquilino senso e significati prodotti nel costruire la vita sociale. Lo stesso intento perseguito nel libro presentando i flussi migratori bangladesi, che hanno per meta prima -nel periodo postcoloniale- soprattutto il Regno Unito e, poi, anche aree petrolifere dell'Asia o altri paesi dell'Europa Occidentale. I primi significati arrivi in Italia si registrano a fine XX secolo, avviando la presenza di lavoratori, di imprese, luoghi associativi e di culto di bangladesi in aree urbane come Roma. La loro presenza a Esquilino, inclusiva anche di residenti, suscita, come nel caso dei cinesi, l'ostilità di una parte degli italiani e l'interesse di altri intenzionati a stabilire relazioni comunicative proprie di una società multiculturale. Gli italiani sono la larga maggioranza dei residenti di Esquilino, dove negozi ed esercizi di diverso tipo connotati come italiani sono più numerosi dei riconducibili ad altre nazionalità. Un contesto di cui sono partecipi iniziative e asserzioni di segno contrapposto che, dedicate a temi come gli assetti urbani e la presenza di migranti, si svelano nei discorsi e nelle iniziative di singoli, associazioni, centri di supporto sanitario e di altro tipo, comitati e altre organizzazioni condotte da italiani. In un'area centrale di Roma si palesano in questo modo forme espressive di componenti costitutive della vita sociale da considerare attraverso nuovi paradigmi interpretativi della costruzione, non priva di tensioni e conflitti, della realtà sociale contemporanea.
La città inquieta. Culture rivolte e nuove socialità Farro Antimo Maddanu Simone - Cedam, 2017 -
Di fronte a frammentazioni sociali, a rimodellamenti culturali, economici e politici di portata planetaria che impattano nella vita quotidiana degli individui, la città è inquieta. I cittadini fronteggiano trasformazioni non volute e a volte inattese, alcuni costruendo nuovi immaginari sociali inclusivi delle diversità; altri, al contrario, chiudendosi alla presenza dei migranti e guardando nostalgicamente al passato. A Roma come a Parigi, le periferie o le banlieue tentano con difficoltà, a volte attraverso la violenza e la rivolta, di reagire a forme di marginalità accelerata nella città postfordista. Lo iato tra l'azione sistemica di poteri globali, il capitale finanziario e politiche neoliberiste, da una parte, e individui e gruppi e le loro esigenze di democrazia dall'altra, appare difficilmente colmabile dalle istituzioni odierne locali e nazionali. Sperimentando nuove socialità e pratiche inclusive, diverse azioni collettive tentano di ricostruire un tessuto sociale che includa i migranti, che riproponga unità e partecipazione nel quartiere, cura dei beni pubblici e gestione degli stessi. Attraverso nuove formulazioni del "bene comune", gli attori ripartono dalla scuola, dal quartiere, dal cinema o dal teatro, proponendo forme di gestione e cura a volte sussidiarie e di supporto delle istituzioni, altre volte di alternativa a esse. L'inquietudine della città conduce allora a tentativi di rafforzamento, rigenerazione o di creazione di nuove istituzioni.