Libri di Fasso
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La canzone di Guglielmo. Testo francese a fronte. Ediz. critica Fassò A. (Cur.) - Carocci, 2007 - Biblioteca Medievale
Siamo soliti identificare la grande epica francese del Medioevo con la Chanson de Roland con il suo eroismo sublime, il suo pathos, le sue calcolate e superbe simmetrie. Ma con la Chanson de Guillaume (1140 ca.) irrompe un mondo diverso, dominato dal basso e dal vile, dai corpi, dalla paura. le riarse distese dell'Archamp sono il rovescio di Roncisvalle: qui Guglielmo e i suoi uomini avanzano a fatica nella calura, "coperti di fegato e di sangue", travagliati dalla fame e dalla sete, come animali braccati ed esausti. "Oh, grossa asta, come pesi sul braccio!/ Con te non aiuterò Viviano all'Archamp, / che con doloroso affanno si battè! / Oh, grande scudo, come pesi al collo! / Con te non aiuterò Viviano in pericolo mortale! / Oh, buon elmo, come stordisci la testa! / Con te non aiuterà Viviano nella mischia, / che sull'erba si batte all'Archamp!". In questa atmosfera desolata, abbandonata da Dio, risplendono però Guglielmo, possente e vorace, vicino ad Eracle, a Thôrr, al Bhîma del Mahâbhârata, Guiburt, la fedele compagna, garante della sua sovranità il nipote Gui, puer, indomito, Rainouart. grossolano, impuro, comico, ma depositario, più di ogni altro, del coraggio e del valore. Attraverso sovrasensi mitici, spinte vitalistiche e triviali, queste fìgure ci riportano, potentemente, alle lontane radici indoeuropee della società nobiliare.
Gioie cavalleresche. Barbarie e civiltà fra epica e lirica medievale Fassò Andrea - Carocci, 2005 - Biblioteca Medievale. Saggi
Insieme alle culture classica e cristiana, la cultura barbarica dei Franchi ha contribuito in modo decisivo alla formazione dell'Europa. Sua espressione primitiva è la chanson de geste, epopea di uomini fondata sulle virtù del coraggio, dell'onore, della fedeltà. Joie è il termine usato nelle chansons de geste per indicare l'ebbrezza dell'assalto e Monjoie il grido di guerra dei Franchi. Nel XII secolo inizia un processo di civilizzazione a opera della Chiesa, che crea l'ideale del cavaliere difensore della giustizia e dei grandi signori, che attraverso la poesia dei trovatori propongono un modello di guerriero prode e misurato, per il quale l'amore è "servizio" alla dama e fonte di virtù; la gioia sarà allora lo stato di estasi prodotto dall'amore.
Il sogno del cavaliere. Chrétien de Troyes e la regalità Fassò Andrea Salvini Michela - Carocci, 2003 - Biblioteca Medievale
Chrétien de Troyes è conosciuto come il creatore di Lancillotto, della leggenda del Graal e del ciclo bretone. I tre romanzi "Erec et Enide", "Le chevalier au lion" e "Cligés" sono invece noti quasi esclusivamente agli specialisti, che in genere vi leggono soltanto un'esaltazione dell'amore coniugale e una rappresentazione del conflitto fra amore e prodezza cavalleresca. Esaminati con attenzione invece si rivelano analoghi a sogni. Il meraviglioso non è fine a se stesso, ma mezzo di espressione dei conflitti, aspirazioni e pulsioni inconsce dei personaggi. Molto più di quanto non appaia, questi romanzi rispecchiano la condizione, i desideri e le angosce non soltanto della società feudale, ma dell'umanità in generale.