Libri di Faloppa Federico

Bibliografia di Faloppa Federico: tutti i libri in vendita online editi da Effequ

Federico Faloppa (1972) insegna Storia della lingua italiana e Sociolinguistica nel Dipartimento di Lingue moderne dell’Università di Reading (Gran Bretagna). Impegnato particolarmente nello studio degli stereotipi etnici e della costruzione linguistica della diversità, ha pubblicato, tra l’altro, Lessico e alterità. La formulazione del diverso (2000), Parole contro. La rappresentazione del diverso nella lingua italiana e nei dialetti (2004), Razzisti a parole (per tacer dei fatti) (2011), Sbiancare un etiope. La pelle cangiante di un tòpos antico (2013) e il capitolo dedicato al linguaggio in Contro il razzismo. Quattro ragionamenti, a cura di Marco Aime (2016).

LIBRO   9791281639232

Odio. Ediz. a colori Faloppa Federico   -  Effequ, 2024  -  Scatoline

Scatoline è una collana di saggi a cura di Vera Gheno, per giovani menti dai cinque anni in su, da sole o insieme alla famiglia. Ogni libro è una parola raccontata. Perché le parole sono libere, ed è da come le usiamo che possiamo capire di volta in volta cosa vogliamo dire. Età di lettura: da 5 anni.

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Disarmare il discorso. Sulla militarizzazione del linguaggio libro
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LIBRO   9791281639546

Disarmare il discorso. Sulla militarizzazione del linguaggio Faloppa Federico   -  Effequ, 2026  -  Merli

Difficile, oggi, non 'mettersi l'elmetto', anche a parole. Dalla pandemia del 2020 in poi abbiamo assistito a una continua militarizzazione del linguaggio: nel discorso pubblico e mediatico, nel modo di leggere e raccontare il mondo, perfino nelle relazioni e nei rapporti con l'altro. Anche gli scenari che sembravano più impensati - quelli da 'guerra fredda', quelli della corsa al riarmo, della minaccia atomica - si sono riaffacciati nel discorso con una disarmante naturalezza. Perfino parole come 'pacifista', da manifesto di intenzioni globalmente riconosciute sono diventati elementi discussi, non lineari, talvolta pensati e usati anche come insulti. Perché il nemico è ovunque: non solo negli eserciti, ma in chi migra, in chi protesta, in chi chiede voce e giustizia dai margini, in chi insomma sfida il discorso dominante. Così, passando dalla lingua, lo spazio del diritto, della mediazione, del dialogo sembra cedere inevitabilmente il passo al conflitto in una guerra di parti, fatta di pronomi come 'noi' e 'loro'. A che cosa appellarsi, allora, per (ri)trovare e proporre un linguaggio alternativo, capace di rimettere al centro la convivenza, la speranza, il bisogno di utopia, la cura del linguaggio e delle relazioni?

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