Libri di Nicola Ferrari
Bibliografia di Nicola Ferrari: tutti i libri in vendita online editi da Il Ponte Vecchio
Scritture per un addio Ferrari Nicola Gelati Maria Angela - Il Ponte Vecchio, 2008 - Cammei
Congedarsi da chi abbiamo perduto, trovare le parole per esprimere il nostro lutto e sussurrarle nel cuore o condividerle ad alta voce, nel momento del commiato: è questa la funzione della raccolta di testi così differenti e intensissimi che abbiamo realizzato. Si tratta di brani poetici e testi autobiografici di autori famosi e sconosciuti che nella diversità delle parole hanno lo scopo di sostenere le nostre riflessioni, i tempi di silenzio e di approfondimento interiore, rispettando le credenze e le idee di ciascuno, la libertà e la dignità a cui tutti hanno diritto. Cercare di dare voce alle emozioni, ai pensieri, alle domande, ai vuoti e ai timidi progetti che ognuno di noi, immancabilmente, vive quando si ritrova a calpestare questa terra senza una parte dei propri affetti, è il più potente e gratuito segno d'amore verso chi ci ha lasciato.
Ho calpestato anche la neve Ferrari Nicola - Il Ponte Vecchio, 2008 - Memorandum
Non si ha memoria di un funerale così stupefacente. Pier Giorgio Frassati, proveniente da una famiglia borghese di Torino, nasce a inizio Novecento e a 24 anni è stroncato in pochi giorni da una poliomielite fulminante. Sino a pochissime ore prima del decesso nessuno, famigliari e amici, si accorge della gravità della situazione. Il corteo funebre si trasforma nella più incredibile e inaspettata manifestazione di riconoscenza e consacrazione di cui si ha memoria: tra lo stupore generale migliaia di persone, tra cui tantissimi poveri, disperati, donne e bambini, giungono da tutta la città. Il feretro è seguito di corsa da giovani che accorrono, si forma una ressa attorno alla bara che quasi impedisce di arrivare al cimitero. Il traffico si paralizza: Torino, la Chiesa intera e tutta l'Italia scoprono solo in quel momento la vera vita e personalità di questo semplice studente, apparentemente sconosciuto e senza niente di straordinario. Quel giorno un barbone, uno dei numerosissimi poveri ed emarginati che Pier Giorgio cercò di sorreggere durante tutta la sua esistenza, era presente. Il 20 maggio 1990, a Roma, papa Giovani Paolo II beatifica Pier Giorgio.