Libri di Stefano Ferrari
Bibliografia di Stefano Ferrari: tutti i libri in vendita online editi da Minerva Edizioni Bologna
Motor valley. Viaggio nella terra dei motori-A Journey in the land of motor. Ediz. italiana e inglese Ferrari Stefano Buriani Miria - Minerva Edizioni (Bologna), 2022 - I Miti
Un viaggio nella valle dei motori, dove cultura, storia, ambiente e tecnologia si intersecano per dare vita a un fenomeno unico; una storia dalle mille sfaccettature, fatta di intraprendenza e caparbietà, di coesione sociale e individualismo, di passione e di sogni a occhi aperti. È proprio qui, in questo lembo di terra circoscritto tra l'Appennino, la pianura del Po e il mare Adriatico, che sono nati e tuttora prosperano i più prestigiosi marchi automobilistici e motociclistici. È qui, che migliaia di tecnici, ingegneri, operai, artigiani, con la loro solida inventiva, continuano ancora oggi, giorno dopo giorno da oltre cento anni, ad alimentare gli entusiasmi e i desideri di schiere di appassionati delle due e delle quattro ruote, della velocità, delle competizioni. Un itinerario che ha portato a incontrare i protagonisti di questa storia e un viaggio che non è solo proiettato nello spazio, ma anche nel tempo; nella storia di tanti che hanno vissuto l'epopea motoristica dell'Emilia-Romagna, che sono nati in questa terra e hanno subìto fin da piccoli il fascino della tecnologia e l'attrazione per le corse. Perché la Motor Valley è nata proprio qui? E quale sarà il suo futuro? Quali circostanze hanno innescato questa realtà così importante e così circoscritta e come si è poi sviluppato e alimentato questo fenomeno, che è cresciuto, attraverso un continuo rinnovamento, rimanendo però sempre fedele a se stesso?
Per sempre giovani. Salvemini 1990: una strage senza colpevoli Ferrari Stefano - Minerva Edizioni (Bologna), 2021 - La Libreria Dei Miei Ragazzi
Questa graphic novel racconta, attraverso testi e illustrazioni, la strage dell'Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno. Il 6 dicembre 1990 un aereo militare del quale il pilota aveva perduto il controllo e che volteggiava sui cieli di Bologna, andò a schiantarsi sulla scuola uccidendo 12 ragazzi di 15 anni e causando 88 feriti (82 studenti e 6 insegnanti) molti dei quali portano ancora oggi i segni di quel giorno. Il pilota si lanciò con il paracadute, lo Stato decise di difendere l'Aereonautica e gli imputati vennero dichiarati assolti dopo tre gradi di giudizio, lasciando sul terreno lutti, strascichi polemici e un grande senso di frustrazione per genitori, superstiti e amministratori. Il racconto di Stefano Ferrari e le illustrazioni di Matteo Matteucci ripercorrono la vicenda rileggendola a distanza di trent'anni sotto una luce nuova, ripassando il doloroso iter giudiziario, ascoltando nuovi testimoni, per spiegare i motivi di una ferita ancora aperta e mai suturata. Sullo sfondo, la creazione - sulle ceneri della scuola distrutta dall'impatto - della Casa della Solidarietà di Casalecchio di Reno, una straordinaria esperienza solidale unica nel suo genere, che rappresenta l'eredità morale di un gruppo di studenti uccisi da un aereo impazzito.
Alberto Braglia. L'atleta del Re Ferrari Stefano - Minerva Edizioni (Bologna), 2020 - Time Out
Alberto Braglia (Modena, 23 aprile 1883 - Modena, 5 febbraio 1954), è stato il più grande ginnasta italiano, l'unico capace di vincere l'oro in almeno due diverse edizioni olimpiche da atleta, di ripetersi da allenato-re, di essere protagonista nelle edizioni sperimentali a cinque cerchi, di uscire imbattuto per un decennio dalle competizioni internazionali. Pioniere della tecnica sul cavallo con maniglie, nella storia della ginnastica solo per Braglia è accaduto che i giudici si siano rifiutati di valutare le prove con i voti, sostituendoli con i giudizi, come "Magnifico", "Insuperabile", "Fantastico", tanta era la sua superiorità. Premiato dai sovrani di tutto il mondo, osannato in ogni angolo del pianeta, Braglia è stato protagonista di una vita leggendaria fatta di ripetute cadute e rapide riprese, episodi al limite del grottesco e che spesso hanno avuto dell'incredibile, il tutto segnato da un destino che lo ha visto soccombere nei modi più tremendi e rialzarsi nelle maniere più imprevedibili. Alberto Braglia, alfiere della Società Panaro di Modena, viene squalificato a vita per presunto professionismo e poi riabilitato, premiato dal Re d'Italia ma anche ineffabile saltimbanco nei teatri, emigrante di lusso in America ai tempi di Rodolfo Valentino e ambito dal cinema, rovinato da faccendieri senza scrupoli e creduto morto, finito a chiedere elemosina sotto i portici della sua città e, infine, a lavorare come custode nella palestra che porta il suo nome, dove conosce la fine dei suoi giorni. Nel 1957, dopo un referendum, il Comune di Modena gli ha intitolato lo stadio cittadino, fra i rari casi in Italia di impianti che non portino il nome di un calciatore.