Libri di Ferreri
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Falsi amici nelle corti. Leggere le sentenze di Common Law evitando le trappole linguistiche. Con espansione online Ferreri Silvia - Giappichelli, 2019 -
Questo testo vuole servire come strumento a chi si avvicina a scritti giuridici in lingua inglese: per aiutare i lettori a riconoscere lo stile particolare del discorso giuridico, per evitare alcune delle difficoltà anche legate al fatto che parole di derivazione latina entrano nel testo, ma con un significato particolare, divergente rispetto a quello che si attribuisce generalmente a espressioni assonanti nel diritto dei paesi di Civil Law. Si parla di "falsi amici" o "false cognates" appunto per indicare l'apparenza ingannevole che certi termini assumono sotto le spoglie di suoni analoghi. Il lavoro, rivolto in primo luogo agli studenti di Giurisprudenza, sonda alcuni aspetti delle decisioni giudiziarie, sia inglesi che statunitensi, per evidenziarne il linguaggio e lo stile. La scelta dei materiali è arbitraria, legata all'esperienza di insegnamento, contravvenendo al principio per cui non si dovrebbe estrarre un brano da una sentenza: la giustificazione consiste nel desiderio di attrarre l'attenzione dei lettori su certe particolarità linguistiche, su alcune insidie che potrebbero ostacolare la comprensione, se sottovalutate. Il dizionario dei "primi sospetti", della parole facilmente fraintendibili, cede ad una immaginazione eccessiva dell'ingenuità di un possibile lettore: anche per sorridere insieme con gli eventuali fruitori di questo elenco.
Falsi amici e trappole linguistiche. Termini contrattuali anglofoni e difficoltà di traduzione Ferreri S. (Cur.) - Giappichelli, 2010 -
Tradurre in italiano i contratti redatti in inglese è difficile. La struttura dei documenti è diversa da quella cui siamo abituati, i concetti ricorrenti sono spesso privi di corrispondenti esatti nella nostra lingua giuridica. La prassi però richiede sempre più che ci si confronti con schemi e modelli di matrice anglofona. Questo volume nasce dal desiderio di predisporre qualche strumento per affrontare il compito. Un primo tentativo di chiarimento dovrebbe almeno consentire di schivare le trappole più insidiose. Si è così selezionato un campionario di termini-spia, o di espressioni fuorviane, che gli studenti (ma non solo) confondono con più frequenza con parole o espressioni assonanti dell'italiano, per mettere sull'avviso circa i trabocchetti che attendono il lettore di testi contrattuali provenienti dal mondo di common law. Diagnosticare il difetto è certo più facile che prescrivere una cura, ma si può provare a fare qualche proposta. Giuristi che sperimentano in prima linea le difficoltà di adattamento ad altri ambienti di documenti concepiti in inglese aiutano a riflettere sul tema; linguisti che si misurano con il diritto consigliano alcune cautele. Un esperimento, dunque, per guardare al problema da diverse prospettive, e aprire le porte a progetti più ampi. La lingua del diritto conosce molti stili: il volume offre qualche esempio illustrativo, tratto da decisioni rese da giudici illustri appartenenti al mondo anglofono.