Libri di Cur Fina
Bibliografia di Cur Fina: tutti i libri in vendita online editi da Skira
Argentieri piemontesi del '700. Trovati e ritrovati. Ediz. a colori Fina G. (Cur.) - Skira, 2019 - Design E Arti Applicate
Considerato, nel mondo antico, sacro agli dei, l'argento fu uno dei materiali prediletti dagli artisti piemontesi, i quali seppero imprimergli una forza plastica in sintonia con le mode del momento, passando dai capricci del Rococò alle linee severe del classicismo degli anni della Rivoluzione francese. L'argenteria sabauda, prodotto di una cultura internazionale e raffinata, fu vittima, nel corso del XVIII secolo, di fusioni "di Stato", che ne ridussero considerevolmente la quantità. Realizzati da professionisti altamente qualificati, gli argenti torinesi d'epoca barocca sono tutt'oggi conservati in importanti raccolte pubbliche e private e sono oggetto del contendere tra collezionisti. Questo libro ripercorre la loro storia, partendo dagli esempi più antichi, databili intorno al 1700, per arrivare al Neoclassicismo. Diviso in capitoli corredati da un ricco apparato iconografico, raccoglie oltre 160 schede di oggetti in gran parte inediti o poco conosciuti, ognuno dei quali presentato in modo completo.
Non solo vetro. L'impresa del vetro tra arte e scienza. Ediz. illustrata Finazzer Flory M. (Cur.) Marinelli G. (Cur.) - Skira, 2004 - Design E Arti Applicate
La nozione di vetro è, qui, apprezzata nella misura in cui solleva problemi, sollecita domande, formula quesiti. Di conseguenza, l'incontro con il vetro di cui questo libro è occasione, nella celebrazione del cinquantenario della fondazione di Vitemper, storica azienda vetraria che sotto la guida di Giovanni Marinelli è divenuta una delle più interessanti realtà italiane di questo settore, impone di affrontare con adeguata radicalità una serie di interrogativi: quali sono i confini del vetro? E la mia relazione è la stessa che hanno gli altri? In altri termini, il vetro che io vedo è davvero il mio vetro? Al vetro, dunque, non va sottratta l'anima. Perché per vedere il vetro non bastano gli occhi. Perché vedere è anche sentire.