Libri di Giulia Fiorelli
Bibliografia di Giulia Fiorelli: tutti i libri in vendita online editi da Giappichelli
Calcolabilità del giudizio giuridico e processo penale Fiorelli Giulia - Giappichelli, 2025 - Processo Penale E Politica Criminale
C'è qualcosa di profondamente affascinante e, al tempo stesso, sfuggente nell'idea di una decisione calcolabile, sempre più al centro della riflessione giuridica. La monografia "Calcolabilità del giudizio giuridico e processo penale" si muove in questo terreno complesso, interrogandosi sulla crescente esigenza di prevedibilità decisionale, quale precipitato del progressivo declino del principio di legalità; in risposta al quale si assiste ad una riconfigurazione degli equilibri sistemici, espressa nella tendenza a valorizzare il precedente giurisprudenziale, come strumento di stabilizzazione interpretativa. È in questa traiettoria che si inserisce la giustizia algoritmica, proponendosi come fattore di rafforzamento del precedente. Tuttavia, il ricorso a strumenti computazionali nel processo penale solleva interrogativi cruciali sulla tenuta dei fondamenti dello Stato di diritto, imponendo una riflessione sull'equilibrio tra efficienza decisionale e garanzie costituzionali.
L'imputazione latente Fiorelli Giulia - Giappichelli, 2016 - Processo Penale E Politica Criminale
Argomenti trattati: L'inquadramento storico-dogmatico dell'imputazione: da atto di impulso processuale a domanda di condanna; il modello legale di imputazione nella fenomenologia processuale; il controllo sull'imputazione generica.
La declaratoria di «immutatio veri» nel processo penale Fiorelli Giulia - Giappichelli, 2018 - Processo Penale E Politica Criminale
Il volume approfondisce il tema dell'accertamento giudiziale del falso, con particolare attenzione alla pronuncia sulla falsità degli atti, imposta dall'ordinamento a protezione dell'interesse pubblico all'affidabilità dei documenti. Ogni qualvolta la mancata rispondenza al vero assurga a thema decidendum di un autonomo giudizio, spetta all'organo giudicante rimuovere, sotto il profilo giuridico, il quid falsi e, qualora sia possibile, ripristinare, sotto il profilo ontologico, il quid veri. La tenuta di questo modello, predisposto dal legislatore per eliminare dalla circolazione l'infedeltà documentale, appare, tuttavia, indebolirsi sul terreno dell'efficacia spiegata dal giudicato venutosi a formare sulla statuizione di falso. Invero, la scelta dell'ordinamento processuale di preservare la completa autonomia del convincimento giudiziale e sottrarre alla res iudicata stabilità decisoria "riflessa" su altri giudizi penali ha finito per conferire alla declaratoria di falso una «efficacia soggettiva variabile», con sostanziale vanificazione dell'impronta marcatamente pubblicistica dello strumento previsto dall'art. 537 c.p.p.