Libri di Fortini
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Le rose dell'abisso. Dialoghi sui classici italiani con Donatello Santarone Fortini Franco Santarone Donatello - Bordeaux, 2024
Nel giugno del 1991 Franco Fortini registra per la Rai una serie di conversazioni radiofoniche con Donatello Santarone attorno ai padri della nostra letteratura: Dante, Tasso, Leopardi, Manzoni e Pascoli. Ne nasce un dialogo intenso e attuale, nel quale il pensiero di Fortini, in un continuo scambio dialettico con Santarone, fa stridere passato e presente nel tentativo di prefigurare un futuro attraverso quella tradizione letteraria così a lungo frequentata come critico e come poeta. Un "classicismo inquieto" e mai appagato, sensibile alle fratture storico-espressive del Novecento e capace di indagare senza timori il senso della funzione poetica, oscillando (per riprendere un distico di Saba) fra le "rose" dell'innocenza e l'"abisso" della menzogna. Un testo imprescindibile di uno dei più acuti intellettuali del nostro paese.
Allora comincerò... Franco Fortini nel ricordo dei suoi studenti Fortini Franco - Bordeaux, 2024
Nel 1963 Franco Fortini si trasferisce in Lombardia per insegnare italiano e storia nelle scuole superiori. È l'inizio di un periodo caratterizzato da un'intensa attività intellettuale, che durerà fino al 1971 e che lo porterà a incontrare centinaia di studenti nelle province di Monza, Lecco e Milano. Dai ricordi e dalle testimonianze di numerosi suoi allievi - qui raccolte e sistematicamente organizzate - emerge la figura di un docente attento e gentile, disponibile al confronto e sempre al lavoro sulla propria attività didattica, intesa, sulla scorta della sua formazione marxista, come atto di trasformazione del presente: un tratto artistico e filosofico che sarà decisivo anche del Fortini poeta. Perché come egli stesso ebbe a dire, fu proprio grazie ai suoi ragazzi che scoprì «la bellezza di essere intellettuale-frate, non prete: fra Cristoforo, non il cardinale Borromeo.
Dialoghi col Tasso Fortini Franco Mengaldo P. V. (Cur.) Santarone D. (Cur.) - Bordeaux, 2025
Torquato Tasso ha sempre ispirato il lavoro critico e poetico di Franco Fortini, fin dagli anni fiorentini, quando il manierismo del Tasso sottrasse il giovane poeta al dannunzianesimo dominante. Dalla "voce" per un dizionario di lettere all'analisi del primo verso della Gerusalemme Liberata, dal capitolo per un manuale scolastico di letteratura italiana alla magistrale lettura del poema per Radio Tre in dialogo con Donatello Santarone, lo sguardo penetrante di Fortini su Tasso ci accompagna attraverso le ottave della Liberata e ne coglie l'inquieta e inappagata contraddizione: tra bene e male, tra doveri religiosi e desideri erotici, tra eresia e ortodossia, tra unità e dispersione, tra Cielo e Terra, tra dimensione mortuaria e vitalismo naturalistico, tra epica ed elegia. Nell'intenzione di offrire una lettura totale del poema, «l'interpretazione tassiana di Fortini - ha scritto Pier Vincenzo Mengaldo - è agita come da due opposti movimenti, l'attualizzazione ma insieme uno sguardo volto continuamente all'indietro».