Libri di Ugo Foscolo
Bibliografia di Ugo Foscolo: tutti i libri in vendita online editi da Carocci
Ultime lettere di Jacopo Ortis. Ediz. critica Foscolo Ugo Terzoli M. A. (Cur.) - Carocci, 2012 - Classici
Romanzo epistolare fra i più significativi in area italiana, "Le ultime lettere di Jacopo Ortis" ebbero straordinaria fortuna di pubblico a inizio Ottocento, e notevole influenza su scrittori come Manzoni e Leopardi, nonché sulla narrativa epistolare successiva. Libro di forte cifra autobiografica e di scottante attualità politica, il romanzo ebbe una storia editoriale complessa - segnata anche dalla censura - tra il 1798 e il 1817. Si propone qui la stampa zurighese del 1816, pubblicata da Foscolo durante l'esilio svizzero, che costituisce l'edizione più completa, arricchita da un originale apparato iconografico e dalla splendida "Notizia bibliografica".
Orazioni e lezioni pavesi Foscolo Ugo Campana A. (Cur.) - Carocci , 2009 - Piccola Biblioteca Letteraria
Il presente volume ripropone unitariamente tutti gli scritti prodotti da Ugo Foscolo in concomitanza con la sua breve esperienza di professore universitario alla cattedra di Eloquenza dell'Università di Pavia (1808-1809). La scelta del curatore di raggruppare così le due Orazioni, le cinque Lezionie i pochi materiali di contorno superstiti è stata dettata dal loro rappresentare, in pratica, un unico libro: un libro "filosofia" dotato di una fisionomia che risponde ad un preciso proposito culturale di Foscolo, quello di mettere in chiaro, di fronte al mondo dei dotti del Regno d'Italia napoleonico, la propria visione della società e della letteratura. Leggendo i testi, si vengono a penetrare la estrema densità concettuale del pensiero foscoliano (solo recentemente rivalutato in tutta la sua originalità) e la bellezza (fatta di forza espressiva ed eleganza) di certe pagine di prosa dello scrittore, finora misconosciute.
Orazione a Bonaparte pel Congresso di Lione. Ediz. critica Foscolo Ugo Rossi L. (Cur.) - Carocci, 2002 - Biblio. Storia Mod. E Cont. Fonti E Rice.
L'opera, scritta dal poeta su invito del governo cisalpino tra il 1801 e il 1802, quando Bonaparte convocò a Lione i notabili di quella repubblica per varare una nuova Costituzione, rappresenta uno straordinario atto di denuncia delle condizioni della Cisalpina, ma anche un lucido documento politico nel quale viene formulata al potentissimo Primo Console la precisa richiesta di libertà e indipendenza per il popolo italiano.